Tutti ormai si sono resi conto di quale tragedia sia stata sfiorata ad Andora. Non viviamo in una landa desolata. L’area è ben conosciuta e monitorata. Certamente alcuni tecnici erano consapevoli dei rischi per l’instabilità di quel costone che è poi inevitabilmente scivolato sui binari. Ora tocca alla Magistratura individuare le responsabilità per le colpevoli omissioni. Nel frattempo sono necessari provvedimenti coraggiosi e urgenti, simili a quelli adottati negli anni settanta dopo il cedimento della galleria, sulla vecchia linea, in prossimità di Varigotti. Fatto che portò alla decisione immediata di realizzare il raddoppio tra Vado Ligure e Finale Ligure.
Con il 2014 ci avviciniamo al 142° anniversario dell’apertura della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. I lavori vennero iniziati sotto il Regno di Sardegna con enormi difficoltà tecniche dati i tempi e ultimati in soli 12 anni : il 18 marzo 1872 si raggiunse il confine francese. I mezzi tecnici moderni consentirebbero ora,in pochi anni, il completamento e il raddoppio di una linea ferroviaria fondamentale per la Liguria. Linea che pur tra i mille problemi è alla base dell’economia del nostro Ponente.
I Verdi savonesi hanno più volte denunciato gli assurdi ritardi, le lentezze nella realizzazione di un opera vitale per il turismo, per i lavoratori e gli studenti che quotidianamente utilizzano il treno, mezzo più ecologico, in alternativa al trasporto su gomma certamente più inquinante. I Verdi auspicano che le risorse economiche oggi disponibili vengano dirottate da progetti faraonici, dannosi sotto il profilo ambientale, economicamente programmati per il 2050 (TAV, Bretella Borghetto S. Spirito- Predosa ecc.) e orientate per dar lavoro immediato nel completamento della ferrovia Genova – Ventimiglia.
Il portavoce dei Verdi savonesi
Gabriello Castellazzi