
Finale Ligure / Villanova. “Su queste basi non esistono i presupposti per iniziare a trattare. E’ ingestibile”. C’è stupore e sconcerto tra i sindacati al termine della presentazione del dettaglio del piano industriale da parte di Piaggio, con esuberi che, inaspettatamente, riguardano anche lo stabilimento di Finale Ligure.
Durante l’incontro questa mattina nella sede genovese di Confindustria sono arrivati i numeri: l’impatto totale del nuovo piano industriale coinvolge 372 persone, in parte dichiarati esuberi secchi e in parte esternalizzazioni. Per la precisione: 117 esuberi a Genova, 48 a Finale, 108 esternalizzazioni previste per lo stabilimento di Sestri Ponente e altri 100 in quello savonese.
“Questo primo approfondimento del piano industriale è una vera rivoluzione – attacca Paola Boetto, della RSU di Piaggio – Per come è stata presentata è assolutamente ingestibile, sia in ambito velivoli che in ambito motori, perché non si vedono assolutamente i presupposti dello sviluppo. Vengono disattesi tutti gli accordi che riguardano il piano di trasferimento e l’accordo di programma”.
I numeri sono importanti: “Ci troviamo di fronte a 99 esuberi in ambito velivolistico, di cui 48 solo a Finale – racconta Boetto – non ce lo aspettavamo proprio. Su Finale si poteva pensare a una conversione verso il settore motoristico, e già sarebbe stato complicato da gestire. Ora invece ci troviamo con persone che, ci viene detto, dovrebbero uscire dall’azienda. E nessuno sa dove andrebbero a finire.
“E’ totalmente assente la prospettiva industriale che da quanto riportato potrebbe fermare la produzione anche per mesi – ribadisce il comunicato emesso dalle tre sigle sindacali in modo unitario – L’illustrazione del progetto non ha nemmeno chiarito quali tipi di risparmi ed efficientamenti saranno percorribili con il nuovo progetto”.
“A oggi non abbiamo condizioni per dare un giudizio: sappiamo solo che ci sono 372 lavoratori precarizzati dopo la trattativa, la somma di Genova e Finale – aggiunge il segretario della Fiom genovese, Antonio Caminito – E attenzione, una cosa oggi è chiara: qui non si tratta di Genova o Finale, o il piano salva tutti o non salva nessuno”.
“A questo punto non si parla più di persone agitate – avverte il delegato Uilm Daniele Tomi – ma di un vero problema sociale. Faremo immediatamente una convocazione al presidente Burlando. Nelle scorse settimane ci hanno dato certezze, tutte promesse completamente disattese. E la cosa che ci lascia interdetti è la tranquillità ostentata, come fosse tutto normale. Non è normale – conclude Toni – questa è una regione che non ha più lavoro, se tolgono anche questo stabilimento andremo a fare tutti i bagnini?”
Un clima di incertezza proprio alle soglie del trasferimento a Villanova d’Albenga: i lavori dovrebbero iniziare a breve, e completarsi, almeno per le infrastrutture, entro luglio, ma il trasferimento delle attività dovrebbe iniziare già a marzo-aprile.
La RSU ha quindi chiesto all’azienda di ripensare totalmente il piano industriale: “Con la proposta attuale, è impensabile tornare domani in fabbrica e immaginare di iniziare una trattativa. Devono rivedere i presupposti e poi potremo ripartire con la trattativa”.
Ora le organizzazioni sindacali chiederanno un incontro alla Regione Liguria per la verifica degli accordi sottoscritti mentre per domattina sono previste assemblee nei due siti produttivi dove saranno decise le prossime iniziative.