Finale L. I lavoratori Piaggio sono in corteo sulla via Aurelia a Finale. E’ questa la risposta al nuovo piano industriale presentato dall’azienda ieri. Questa mattina, terminata l’assemblea, i dipendenti dello stabilimento finalese hanno scelto di protestare marciando in strada. Alla protesta, che si sposterà lungo l’Aurelia per circa mezzo chilometro, è stato invitato anche il sindaco di Finale Flaminio Richeri. La manifestazione, ovviemente, sta avendo anche ripercussioni sul traffico: a Finale si sono già formate code.
La rabbia dei lavoratori Piaggio si fa sentire anche a Genova dove, come a Finale, terminata l’assemblea in fabbrica, dovrebbe partire un corteo. La decisione di manifestare era stata presa ieri dopo la riunione tra sindacati e azienda in Confindustria e la conseguente fumata nera.
Dal tavolo genovese ieri erano emersi numeri preoccupanti: l’impatto totale del nuovo piano industriale coinvolge 372 persone, in parte dichiarati esuberi secchi e in parte esternalizzazioni. Per la precisione: 117 esuberi a Genova, 48 a Finale, 108 esternalizzazioni previste per lo stabilimento di Sestri Ponente e altri 100 in quello savonese.
“Questa è la risposta a quello che ieri l’azienda ci ha illustrato, ovvero un piano industriale inefficiente e inaccettabile – commenta Giovanni Mazziotta segretario generale Uilm Savona -. Nello stesso momento Piaggio di Finale e di Genova sono in stato di sciopero e manifestano. Era inevitabile che questa fosse la risposta: non ci sono le condizioni per noi per accettare quello che ci hanno illustrato che prevede solo un abbassamento dei costi a discapito dei lavoratori”
“Quello che noi abbiamo ribadito all’azienda è che gli accordi devono essere rispettati. Se ciò non avverrà anche le altre cose andranno di conseguenza come per esempio il piano urbanistico” conclude Mazziotta. Al segretario Uilm fa eco il collega della Fim Cisl Alessandro Vella: “E’ un piano industriale che ieri ha dato i numeri: tra Genova e Finale, tra esuberi ed esternalizzazioni, coinvolge 372 persone. Noi crediamo che una discussione seria vada fatta. La Piaggio deve avere il suo sviluppo in questa Regione ed in queste due città e parlo di Sestri Ponente e del nuovo stabilimento di Villanova”.
“Non possiamo pensare che alcuni contenuti del piano industriale possano essere intesi così come l’azienda ce li ha presentati. Mi riferisco al capitolo esternalizzazioni: bisogna capire cosa si può tenere in azienda per renderla competitiva. Poi devono esserci ammortizzatori sociali o altre forme per tutelare i lavoratori. Va bene guardare alla nuova Piaggio, ma questo va fatto tutelando i lavoratori. In questo senso serve anche l’aiuto del Governo perché servono riforme che aiutino le aziende ad investire sul territorio italiano” conclude Vella.
Fulvia Veirana, segretario Cgil Savona, dice: “Non c’è un vero piano industriale perché mancano i dettagli principali sulla produzione. In più noi, come RSU e organizzazioni sindacali, ci siamo battuti per il nuovo stabilimento a Villanova d’Albenga perché pensavamo a forti prospettive, ma ci ritroviamo con una capacità produttiva inferiore a quella che ci aspettavamo. Piaggio è per Savona una realtà fondamentale: ora occupa 755 persone a Finale più l’indotto, per cui questa battaglia è per l’occupazione provinciale in generale e non solo per i lavoratori Piaggio”.