Andora. “E’ diventato difficile vivere in un Paese dove, oltre all’atavica carenza infrastrutturale, gli inverni portano con se una lunga scia di danni, devastazioni e troppo spesso anche di morti. Ad ogni pioggia si spera che non succeda nulla, ma ogni volta purtroppo qualcosa succede, ora grave, ora meno grave. In casa, in treno o in automobile può succedere di essere investiti dall’onda di piena di un fiume o di essere travolti da una frana. Una situazione davvero insopportabile, vivessimo anche in un Paese del terzo mondo”.
L’allarme arriva da Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, sulla scia del recente deragliamento di un treno Intercity coinvolto da una frana ad Andora.
“Negli ultimi 5 anni stiamo assistendo con una frequenza allarmante ad alluvioni e frane, che coinvolgono il Paese da Nord a Sud senza risparmiare città e regioni importanti – ha proseguito Graziano – ricche ed industrializzate o aree di grandi tradizioni storiche e culturali e di grande bellezza paesaggistica. Quando verrà la volta di ripensare una volta per tutte le strategie, ridefinire gli obiettivi ed i quadri programmatori, ripensare le politiche e gli strumenti normativi e operativi per uscire dal paradosso di un Paese che non riesce a passare dall’emergenza alla gestione ordinaria del territorio? Forse sin quando non saranno attribuite con chiarezza competenze e soprattutto responsabilità”.
“In Liguria – ha affermato Carlo Malgarotto, Presidente Geologi della Liguria – viviamo nella continua speranza ‘che Iddio ce la mandi buona’, rifacendosi al titolo del libro sul Vajont recentemente edito dal Centro Studi del consiglio Nazionale dei Geologi; continuiamo ad affidarci alle attività di emergenza che non sono la risoluzione del problema. Ci auguriamo che venga accolta la proposta del ministro Orlando di presentare progetti per la prevenzione, progetti di cui in Liguria non si parla ma la comunità tecnica e scientifica dei geologi è a disposizione per indicare le strade per la mitigazione dei rischi”.