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Calcio, Giuseppe “Pino” Gerundo: dai muscoli di Simone Aresti a Gilardino e Calaiò

Gaetano Merrone
31 Gennaio 2014 alle 12:31
31 Gennaio 2014
Calcio, Giuseppe “Pino” Gerundo: dai muscoli di Simone Aresti a Gilardino e Calaiò
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Savona. Una vita in biancoblù prima di….colorarsi di rosso (e blu).

Il calcio, spesso, racconta storie che, quando meno te lo aspetti, prendono strade diverse e impensabili.

Esperienze professionali che, dopo anni, sembrano concludersi ma, di colpo, si trasformano e diventano a lieto fine.

È il caso di Giuseppe “Pino” Gerundo, massaggiatore per dodici anni del Savona calcio e ora entrato nello staff del Genoa in serie A.

Giovedì scorso, quando il “Vecchio Grifone” si è presentato al “Dagnino” di Vado per l’amichevole contro i padroni di casa, non è passata inosservata agli addetti ai lavori la presenza di Gerundo.

Entrato nel Savona nel 1999 con le giovanili, passa alla prima squadra durante l’era Piro e, in dodici anni, vive tutte le gioie e i dolori biancoblù: dalla promozione in D con mister Tufano a quella con Iacolino fino all’arrivo di Ninni Corda.

Con la nuova gestione vive la drammatica stagione del fallimento diventando uno degli artefici della salvezza della squadra come racconta l’ex team manager Salvatore Cavaliere: “Pino è, in primis, un amico – ammette l’ex dirigente savonese – Ancora oggi mi chiama ogni domenica per sapere le sorti del Savona.

Ha sempre svolto il proprio ruolo con la massima professionalità e anche i calciatori con cui ha lavorato in passato spesso lo cercano per farsi curare. D’altronde la “chiamata” al Genoa è la prova della sua professionalità”, conclude Cavaliere.

Intervistato, Pino Gerundo si conferma un personaggio riservato: “Come sono arrivato al Genoa? Michele Sbravati mi ha chiamato per il settore giovanile – afferma il massaggiatore – E come potevo dire di no a lui? Dopo la chiusura del rapporto col Savona volevo stare un po’ lontano dal calcio ma non ho resistito”, ammette Gerundo.

Dodici anni, tra settore giovanile e prima squadra col Savona, non sono pochi: “Eh si, ho vissuto momenti belli – su tutte le due promozioni dalla D – e momenti meno belli come i due fallimenti.

Nella mia carriera al Savona ho avuto la fortuna di conoscere molte persone importanti. Io devo tutto ad Angelo Bordo, il mio maestro e al dott. Allutto.

I giocatori? Ho conosciuto ragazzi come Bracaloni, Biffi, Murgita, Nappi, quelli dell’anno di mister Corda. Con tutti ho, ancora oggi, un buon rapporto e spesso ci sentiamo”.

Un rapporto, quello col sodalizio savonese, che si è concluso dopo il primo anno di gestione di mister Corda: “Ero a fine contratto e non è stato prolungato il mio rapporto.

Ho chiuso col Savona senza problemi – chiarisce il massaggiatore – D’altronde, volevo fermarmi anche io dopo la bellissima ma dura stagione del fallimento.

Come è iniziata col Genoa? Io sono aggregato al settore giovanile ma questa estate mi sono occupato dei fuori rosa e, da allora, quando c’è la necessità, collaboro con la prima squadra.

E’ una bella esperienza. Da tifoso del Savona, comunque, mi auguro che il lavoro di Corda continui come sta andando finora e chissà che il sogno della B non possa diventare realtà”, conclude.

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