
Albenga. E’ la via più attiva e combattiva di Albenga. Quella che, settimane fa, non ha esitato un attimo ad accogliere compatta l’appello dei forconi, dando vita a una serrata della prima ora “senza se e senza ma”; quella che ha trasformato i suoi commercianti in cronisti attenti e pronti a denunciare magagne, così come a sottolinearne le bellezze, in un giornalino online dedicato solo ed esclusivamente a questa piccola fetta di città; quella che “se non ci date gli addobbi natalizi ce li procuriamo noi” e “se non ci valorizzate ci rifacciamo il look da soli”.
Siamo in via Don Isola, una delle traverse più vivaci di viale Martiri della Libertà. Sei commercianti in tutto, capaci di parlare con una sola voce e, per questo, più rumorosi di tante urla dissonanti. Compattezza è la parola d’ordine, ed è la filosofia che li guida nel rilanciare una strada che non vuole essere considerata secondaria, ma punta ad essere meta di shopping.
Lo si vede dai particolari: dai tappetini rossi che accolgono il cliente alla soglia dei negozi, dai vasi di fiori che abbelliscono le vetrine e, ora, dalle decorazioni natalizie fai-da-te che accompagnano i visitatori lungo questi pochi passi che separano il viale dalla chiesa del Sacro Cuore.
Ma lo si nota anche dalle tante iniziative che questi super attivi esercenti hanno messo in piedi nel corso del tempo, senza liti, discussioni, defezioni che, a volte, rischiano di caratterizzare altre realtà che uniscono un maggior numero di teste: la chiusura di tutte le attività lo scorso 9 dicembre in occasione della protesta dei forconi e la nascita su Facebook de “Il giornalino di via Don Isola e Dintorni” in cui si segnalano iniziative, successi, così come i problemi di questa piccola strada.
“Dagli allagamenti che, ad ogni pioggia più intensa, ci creano non pochi disagi, alle aiuole indecorose che dobbiamo ‘ammirare’ ogni giorno e che non invogliano certo al passeggio: noi segnaliamo anche questo, sperando che prima o poi qualcuno ci ascolti – dice Sara Persico di “Fotottica Del Borgo 2″, uno dei cronisti-commercianti – Siamo convinti che avere obiettivi comuni, essere decisi e restare compatti sia l’unico modo per cambiare le cose. Mi è dispiaciuto che, il 9 dicembre, fossimo solo noi a protestare: una serrata generale, almeno di tutti i negozi della zona, avrebbe dato maggior risalto alle preoccupazioni della nostra categoria, stritolata da tasse e alle prese con un potere d’acquisto sempre minore. E’ stata un’occasione mancata”.
Ma qui tutti lo rifarebbero: “Il problema è reale e sentito per cui abbiamo aderito – aggiunge Claudia Parodi dell’erboristeria “Biovita” – Ora la nostra battaglia si fa giorno per giorno, con il tentativo di rendere più attraente questa via. Una delle questioni da affrontare è quella della scarsa illuminazione: lo denunciamo da tempo, ma pare che nessuno ascolti. Noi comunque non ci arrendiamo”.
La mancanza di interlocutori è il cruccio di chi lavora qui, all’ombra delle torri di una città che, oltretutto, è commissariata. “Non ci vogliamo solo lamentare per il gusto di farlo: vorremmo che qualcuno si presentasse da noi e ci venisse incontro – è l’appello di Calisto Agolio e della moglie Adriana, che gestiscono il negozio di abbigliamento “NoveDonIsola” – Vorremmo definire obiettivi precisi e mettere in campo risorse umane. Questa è una via che ha un’anima. Vedere per credere”.