
Savona. Ieri mattina si è presentato negli uffici della Polfer di Savona e si costituito: “Sono ai domiciliari e sono uscito, ma a casa non voglio tornare”. Con queste parole un ventitreenne di Pietra Ligure, A.S., si è consegnato agli agenti dopo che, nel pomeriggio di mercoledì, aveva lasciato l’appartamento della mamma dove stava scontando gli arresti domiciliari per un’accusa di rapina.
Un comportamento all’apparenza inspiegabile che ha causato per il ragazzo un nuovo arresto per evasione. Questa mattina, durante il processo per direttissima, è stato chiarito però il motivo del suo gesto: “In casa erano continue liti con mia madre – ha spiegato l’imputato -. Ogni giorno c’era una discussione e visto che con noi vive anche il mio fratellino non volevo fosse coinvolto in questa situazione”.
Il giovane ha quindi motivato l’evasione con la volontà di tutelare il fratello minore: “La causa delle parole ero io, so di aver sbagliato e giustamente devo pagare, ma non voglio che ci vadano di mezzo altri. Un conto è essere tra adulti, ma se c’è un bimbo non va bene” sono state le parole aggiunte dall’imputato. Una spiegazionce che, dal punto di vista umano, ha colpito molto i presenti in aula, ma che, ovviamente, non poteva alleggerire la sua posizione in alcun modo. Di conseguenza, dopo averlo ascoltato, il pubblico ministero ha chiesto per lui la convalida dell’arresto e l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Una richiesta alla quale il difensore, l’avvocato Nazareno Siccardi, si è opposto chiedendo invece che non venisse applicata nessuna misura.
In accordo con le richieste del pm, il giudice Francesco Giannone ha disposto che l’imputato venisse accompagnato in carcere. Vista la richiesta di termini a difesa, il processo è stato poi rinviato: prossima udienza tra dieci giorni.