
Savona. Una scia di morti e crimini lunga ed efferata quella dietro a Bartolomeo Gagliano, il serial killer che ha sequestrato a Savona un panettiere per farsi riaccompagnare nel carcere di Marassi, sotto la minaccia di una pistola. “Sono in ritardo, devo rientrare da una vacanza premio” avrebbe detto il detenuto al giovane che stava svolgendo le consegne. E’ solo l’ennesima vicenda di una biografia a tinte nere.
Il primo delitto risale al 1981 quando uccise a Savona, sfondandole il cranio con una pietra, Paolina Fedi, di 29 anni, prostituta. Venne condannato a otto anni di manicomio criminale a Montelupo Fiorentino da dove evase nel 1989, assassinando poco dopo a colpi di pistola un transessuale uruguayano e un travestito e poi ferendo gravemente una prostituta.
Azioni condotte assieme ad un complice, Francesco Sedda. La sua “firma” sugli omicidi – ricordano gli inquirenti – era un colpo di pistola alla bocca. La sua carriera criminale è poi segnata da evasioni da ospedali psichiatrici, rapine, detenzione di armi, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni, estorsioni. Era stato giudicato totalmente infermo di mente.