
Albenga. “La città di Albenga ha bisogno di nuova edilizia popolare. Lo dimostra la fila chilometrica di questi giorni presso i Servizi Sociali a ritirare le domande per la casa popolare”: a lanciare l’allarme è l’ex assessore Eraldo Ciangherotti.
“Mi spiace andare contro gli interessi di illustri onorevoli del territorio, troppo impegnati magari a gestire la propria società immobiliare, ma la questione è della massima urgenza ed è un problema che riguarda tutti – prosegue Ciangherotti – Le fasce deboli vengono sfrattate dagli alloggi in affitto per morosità e non riescono a trovare altra sistemazione abitativa, perché impossibilitati a sostenere le spese accessorie e il canone di un nuovo contratto di locazione”.
Prosegue l’ex assessore: “Governatore Burlando, se non glielo chiede la sinistra albenganese per conflitto di bottega, la invito io a rivedere ed aggiornare la legge regionale N°10 sull’edilizia residenziale popolare, soprattutto sui criteri di assegnazione degli alloggi a chi non può permettersi affitti a libero mercato. Il mondo è cambiato negli ultimi anni, anche in Liguria, anche ad Albenga. E la congiura economica che stiamo vivendo è catastrofica per molta nostra gente. Oggi, con l’attuale legge regionale, abbiamo tante famiglie liguri che si recano presso lo sportello Arte a presentare domanda per la casa popolare e non sanno neppure se ci siano appartamenti liberi e in quale numero e con quale capienza”.
“Nei criteri di assegnazione del punteggio, poi, non vengono conteggiate e tenute in considerazione le spese condominiali che, a volte, superano di molto il canone annuale di affitto. Entro il 12 di questo mese, nell’Albenganese, scadrà il bando 2013 e, quasi certamente, alla fine avranno presentato istanza all’Arte almeno cinquecento utenti, sempre che non si siano scoraggiati nella trafila burocratica prima di arrivare allo sportello di accettazione”.
“Ad Albenga, nei cinque complessi principali oramai ultradatati (via Viveri – Via Giotto – Via Romagnoli – Via Partigiani – Via Manfro e Merlini) sono stati assegnati, negli ultimi anni, alloggi a stranieri residenti, in possesso di carta di soggiorno o solamente del permesso di soggiorno biennale, con contratto di lavoro fisso. Senza che l’amministrazione comunale potesse opporsi e con la tacita benedizione della Regione Liguria. Mentre le case popolari dovrebbero essere assegnate solo a cittadini italiani ed a cittadini stranieri diventati italiani con decreto ministeriale. Chiediamo pari opportunità, senza discriminare gli italiani, come succede nel caso di un punteggio preferenziale per gli stranieri che hanno la residenza nel Comune da oltre 5 anni. Non esiste che ad Albenga vi siano alloggi vuoti e non assegnabili per anni, perché la Regione Liguria non stanzia soldi per adeguarli alle normative di sicurezza vigenti. A costo di ridurre il valore delle opere in appalto gestite dall’Arte di Savona, la Regione Liguria trovi la strada per permettere a chi è assegnatario di alloggio ERP di poterselo sistemare autonomamente, producendo idonea attestazione agli uffici responsabili e magari scalando dai canoni mensili le spese sostenute per la manutenzione iniziale” conclude Ciangherotti.