
Liguria. “Un mese per #cambiareverso”. Il governatore ligure Claudio Burlando lancia la volata a Matteo Renzi (confermata la tappa genovese di mercoledì al Teatro Modena, unica ligure) e stila le cinque priorità, nonché pericolose strettoie, da cui dovranno passare Paese, Governo Letta e Pd.
In primis, scrive Burlando su Twitter, la scissione Pdl-Nuovo Centro Destra, definita ieri dallo stesso governatore come “una rottura molto forte, un passaggio decisivo della storia politica italiana”, con “Berlusconi all’opposizione” più che con due gruppi alleati a sostegno del Governo Letta.
Al secondo posto la decadenza di “B.”, in teoria il prossimo 27 novembre, al terzo, il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità del Porcellum (3 dicembre). Si arriva così alla domenica dell’8 dicembre e alle primarie del Pd.
Mentre a livello nazionale fra Renzi e Cuperlo è guerra di cifre sui circoli, nelle Convenzioni di Circolo del genovese a predominare è Cuperlo così come, del resto, aveva predominato Bersani a suo tempo confermando la Liguria regione più Bersaniana d’Italia.
Infine, quinto punto cruciale stilato da Burlando: la legge di stabilità e la conseguente stabilità del governo Letta, con i nuovi assetti che si andranno a disegnare in parlamento dopo la spaccatura del centrodestra.
“E se il 6 fosse scissione Pd? Io non ho detto nulla”, chiede sarcasticamente Chiara pungolando Burlando su Twitter. “Io penso che non ci sarà. vogliamo smetterla di fare regali a B? (anche perché non se li merita..)”, la risposta a stretto giro del governatore.
“Per legge elettorale non dovevamo aspettare la Corte Costituzionale. Larghe intese per far NIENTE”, twitta ancora Paolo. “Hai ragione. ma dopo non si potrà fare finta di niente!”, controbatte Burlando che un paio di tweet dopo ribadisce il concetto: “Un mese per cambiareverso, eppure è così. forse siamo a una svolta. tutta da vivere”.
E nella piazza virtuale e aperta di Twitter non manca neppure l’accenno alla vecchia polemica dei funghi: “trovati altri porcini? Me ne mandi una cassetta? Grazie”, prova a provocare Francesco. “Troppo tardi”, la risposta tranchant del governatore.
A commentare, in particolare le parole di Burlando relative alla situazione che si è venuta a creare nel centro destra, è il consigliere regionale del Pdl Marco Melgrati: “Leggo sui media ieri e ancora questa mattina con un cinguettio su twitter le dichiarazioni di Burlando sulla spaccatura del PdL Al di là del fatto che si dovrebbe preoccupare delle diverse anime del Pd, e della battaglia in corso tra la ‘vecchia guardia’ (della quale anche lui fa parte, ma forse non se ne rende conto) e Renzi, anche se tenta di riciclarsi diventando un renziano della ‘terza ora’, non si preoccupi dei problemi, se esistono del P.d.L.. Stupisce che il ‘rottamatore’ consideri Burlando una risorsa. Allora predica bene (si fa per dire) e razzola male”.
“La nuova forza politica nata con il nome di Forza Italia, vecchio come logo ma rinnovato nello spirito, che recupera l’entusiasmo del Popolo dei Moderati del 1994, si porrà di certo fuori dal governo di larghe intese – continua Melgrati – Stia certo Burlando che da oggi in poi il governo regionale non avrà più l’alibi e la copertura delle ‘larghe intese’, e quello che produrrà il Governo nazionale sarà piena responsabilità del partito egemone, quel Partito Democratico che sorregge Letta, insieme ai centristi (anch’essi a pezzi) e agli scissionisti del Pdl. E può stare tranquillo che l’opposizione sarà ancora più dura, sia in Regione che a Roma, per evidenziare l’incapacità della sinistra di risolvere i problemi del paese. Non si preoccupi dei nostri problemi… guardi i Suoi che ne ha d’avanzo…”.