
Vado L. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di disastro ambientale (al momento nessuna conferma sul numero esatto delle persone indagate), prosegue l’inchiesta della Procura di Savona sulla centrale termoelettrica di Vado Ligure.
Da parte degli organi inquirenti massimo riserbo, tuttavia l’attività è ora rivolta all’analisi degli elementi indiziari raccolti durante le indagini, in primis i riscontri ed i risultati delle consulenze e perizie disposte sulla centrale vadese, sia sotto il profilo del presunto inquinamento ambientale di aria e acqua, quanto sugli accertamenti epidemiologici. E’ stato confermato che ancora nella giornata di ieri il pool di esperti della Procura avrebbe fatto “visita” alla centrale per una serie di controlli e accertamenti legati all’inchiesta.
Al centro dell’indagine per disastro ambientale, con la relativa iscrizione nel registro degli indagati (avvenuto come atto conseguente all’individuazione del reato – fa sapere la Procura), le possibili negligenze e omissioni nei controlli, così come rimane al vaglio l’arco temporale di attività della centrale sul quale sostanziare l’ipotesi di reato “tecnicamente” verificata dagli organi inquirenti.
Quanto alla tempistica per la conclusione delle indagini preliminari ancora nessuna conferma, forse entro l’anno, è certo che l’accelerata sulle perizie e consulenze potrà a breve portare a conclusioni definitive.
Ma a parlare oggi è stata anche l’azienda Tirreno Power, che proprio in riferimento alle indagini sulla centrale vadese sottolinea: “Tirreno Power esprime ancora una volta la certezza di avere operato e di continuare ad operare nel pieno rispetto di tutte le leggi e norme vigenti, fin da quando nel 2003 è divenuta proprietaria degli impianti di Vado Ligure”.
“L’azienda oggi come in passato, mantiene un atteggiamento di completa trasparenza e disponibilità, dando la massima collaborazione agli enti e autorità pubbliche chiamate a svolgere le attività di controllo e monitoraggio”.