
Albenga. Vittimismo e immobilismo: queste le accuse che il segretario albenganese del Pd, Alessandro Andreis, lancia al sindaco Rosy Guarnieri e alla sua giunta.
“Le situazioni sul piano politico locale non mi esaltano in questo periodo – esordisce Andreis – L’idea che dopo 4 anni di amministrazione la giunta Guarnieri, che ha brillato di immobilità e piccole azioni ben confuse, oggi vuole dirci che i suoi problemi arrivano dal passato, da chi l’ha preceduta suona quantomeno ridicola”.
Continua Andreis: “Gli albenganesi nel 2010 fecero una scelta dicendo chiaramente (a torto o ragione) che non erano contenti dell’amministrazione Tabbò, e scelsero la Guarnieri dando a lei pieno mandato; può essere credibile oggi, a distanza di 4 anni, che il sindaco in carica torni a parlare del passato senza fare una minima critica a se stessa? Perché lo fa, perché crede che l’alternativa che voglio proporre ricalcherà in tutto e per tutto esperienze già vissute ed allora comincia a competere sul ragionamento del meno peggio? Crede forse che io sia così sprovveduto?”.
“Sono da tempo preoccupato dello stato di abbandono in cui vive la città e quasi per nulla interessato alle vicende giudiziarie del nostro sindaco, ma, anche su questo, un paio di cose mi andrebbe di dirle: tentare di fare la vittima di una persecuzione politica non credo sia una grande idea originale; non abbiamo bisogno di una piccola Berlusconi di provincia! Sinceramente più che delle sue condanne sono preoccupato delle condanne che ha inflitto lei alla nostra città: immobilismo ed isolamento amministrativo, se vogliamo escludere il buon rapporto teorico senza frutti con un’amministrazione provinciale fra le più fallimentari degli ultimi anni” conclude il segretario ingauno del Pd.