
Finale Ligure. E’ ripartita regolarmente questa mattina, a Finalborgo, la tappa conclusiva del circuito Superenduro Pro.
Centinaia di atleti in gara, per completare l’evento, tanto atteso nel mondo dei rider. Tutto si è concluso regolarmente, con qualche lieve incidente per alcuni concorrenti, ma senza nessuna conseguenza.
Alcuni atleti, però, avranno corso tirando un po’ di più i freni, dato che nella mente di rider e spettatori c’era quanto accaduto ieri. Pietro Mangoni, 56enne bergamasco, durante la prima prova speciale, tra San Bernardino e Monticello, è caduto rovinosamente a terra battendo schiena e testa e riportando una lesione mielica con danno cervicale.
A soccorrere il bergamasco sono stati i tecnici del soccorso alpino di Finale Ligure e la Croce Verde di Finalborgo. Lo sportivo, che era cosciente, è stato stabilizzato e immobilizzato con cura per il trasporto con l’elicottero al Santa Corona. Operazioni delicatissime, viste le lesioni che riguardano la zona della colonna vertebrale. L’uomo si trova ora al Santa Corona di Pietra Ligure; nessuna novità riguardo alle sue condizioni. Al momento la prognosi è riservata.
Ieri sono stati una decina gli atleti che hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici del Trauma Center dell’ospedale Santa Corona.
Dopo la cancellazione della quarta prova speciale, sospesa ieri per l’incidente, c’è stato il trasferimento di oltre 14 km verso la seconda grande new entry del percorso di gara, la speciale “Cacciatore vs Guardia”.
Questo tracciato di 4,1 km, il più lungo dell’evento, era forse anche il più completo e vario. Partendo da un bosco di castagno con terreno fondo ed un ottimo grip, per poi attraversare un tratto di bosco mediterraneo con fondo roccioso, portava ad una sezione tecnica su calcare con molte rocce affioranti dove trovare la linea giusta non era facile. Per chiudere si è tornati sul sentiero “Caprazoppa”, che ha riportato i concorrenti a Finale.
Incidenti a parte, che fanno parte del rischio preventivabile di uno sport per certi versi “estremo”, per il Finalese resta un weekend positivo sul piano del turismo, dato il grandissimo afflusso di atleti ed accompagnatori provenienti dall’estero e da varie regioni d’Italia.