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Lettere

“Disservizio del Sistema Sanitario”

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Una settimana fa mi reco dal medico di base per forti dolori addominali. Il medico, oltre ai farmaci, mi prescrive una ecografia accompagnata dal foglio di urgenza e mi consiglia di andare al CUP di Piazza del Popolo per prendere appuntamento. Mi reco al CUP ma, essendoci moltissima gente ed avendo ancora dolore decido di tornare più tardi, sperando che la situazione migliori. Leggo l’avviso affisso sulla porta che i numeri per la prenotazione del posto vengono ritirati alle 18.30. Decido quindi di tornare entro quell’ora.

Mi presento alle 18.23 ma i numeri sono stati già ritirati. Chiedo spiegazioni all’impiegata e Lei mi risponde che hanno tolto i numeri prima perché ci sono 25 persone in attesa. Io dico che probabilmente ho una colica renale in corso e chiedo di poter avere un numero; l’impiegata mi risponde negativamente e mi dice che se voglio posso fermarmi e passare per ultima e che hanno tolto i numeri perché così riesce a finire per le 19.30. L’impiegata, infatti è da sola e deve far fronte a tutte le richieste di prenotazione della giornata. Mi siedo e attendo un’ora e mezzo (sempre in preda a dolore continuo) per sentirmi dire che a terminale non risultano posti entro la scadenza di urgenza prevista nella ricetta, mi chiede un numero di telefono e mi dice che il giorno dopo sarei stata richiamata dal CUP per un appuntamento.

Il pomeriggio del giorno dopo ricevo la telefonata dell’ASL. L’addetta mi dà un appuntamento per il 14 ottobre. Io rispondo che l’attesa è troppo lunga, che ho ancora dolore e non posso aspettare 10 giorni. L’impiegata mi risponde che per il tipo di urgenza richiesta la tempistica massima per essere visitati è di 10 giorni. Io le confermo di disdire l’appuntamento. Dunque, sono costretta ad andare privatamente ed a pagare un’ecografia che avrei potuto fare con urgenza presso una struttura pubblica. Per fortuna ho i soldi per pagarla, ma se non li avessi avuti? Qualcuno mi ha detto “potevi andare al Pronto soccorso”. Mentre attendevo il mio turno all’ASL, una persona mi ha raccontato di essersi recata al Pronto soccorso con una colica renale in atto; gli hanno fatto una flebo e poi gli hanno detto “Vada a farsi fare un’eco”….

Ergo: con tutta probabilità sarei andata al Pronto soccorso per niente e rimanendo in attesa chissà per quanto tempo. Ecco cosa sta diventando il nostro Sistema Sanitario Nazionale, un tempo il migliore al mondo da quel che si diceva. Sono fortunata, al momento posso ancora pagare una visita, ma quando tra qualche anno andrò (forse) in pensione con 400,00 euro al mese cosa farò?

Una lettrice

Redazione
8 Ottobre 2013 alle 17:38
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