
Andora. Erano accusati di aver fatto prestiti con tassi usurari e senza averne titolo. Nei guai, dopo un accertamento della guardia di finanza risalente al 2007, erano finiti i titolari di una ditta di Andora che forniva materiale per estetisti. Secondo quanto contestato dalla Procura, quando i clienti non erano in grado di pagare, venivano finanziati dagli stessi fornitori che però poi se li sarebbero fatti restituire con interessi eccesivamente gonfiati. Di qui l’accusa di usura e quella di abusiva attività finanziaria in violazione del testo unico bancario.
A giudizio davanti al Collegio del tribunale c’erano appunto i titolari dell’azienda, Francesco De Gaetano e Silvana Fortunaso, marito e moglie. La sentenza nei confronti dei due è arrivata questa mattina. Lei è stata assolta da ogni accusa per non aver commesso il fatto, mentre De Gaetano è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione e 10 mila euro di multa per quattro presunti casi di usura e per l’esercizio abusivo della professione. Per una delle contestazioni di usura che gli venivano contestate è stata invece pronunciata una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione del reato (è stato accertato infatti che dal 2000 non c’erano più rapporti tra cliente e fornitore). I giudici hanno anche disposto la confisca di alcuni beni immobili e non che erano finiti sotto sequestro preventivo.