Savona. Più di tre tonnellate di hashish nascoste dentro uno yacht. Lo stupefacente era stato scoperto e sequestrato un anno fa durante un blitz della Dia nel porto di Imperia, ma quella barca era stata noleggiata da uno skipper francese che la teneva ormeggiata a Varazze. Lāoperazione antidroga aveva portato allāarresto delle tre persone che avevano preso a noleggio lo yacht: Cosma e Giulio DellāOlio, zio e nipote, e Massimo Romaniello. In un primo momento nei guai era finito anche lo skipper francese, Jean Luc Capelle, proprietario della barca (un Falcon di 22 metri e mezzo battezzato āSheldanā), poi subito prosciolto e il cui arresto però non era stato convalidato dal gip.
Questa mattina in tribunale a Savona, davanti al giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi e al pm Giovanni Battista Ferro, si ĆØ chiuso il procedimento per quella vicenda di detenzione illecita di droga. I tre indagati infatti hanno scelto di patteggiare: cinque anni di reclusione ĆØ la pena per Giulio DellāOlio e Massimo Romaniello, mentre quattro anni e sei mesi quella per Cosma DellāOlio.
Lāindagine che aveva portato al maxi sequestro era partita nellāaprile scorso coordinata dalla Dia di Milano in collaborazione con la squadre mobili di Imperia e Savona. Il blitz scattato nel porto imperiese aveva permesso di recuperare 3 tonnellate e 700 chili di hashish divisa in 184 sacchetti, probabilmente acquistata in Marocco, nascosti nello yacht.
Dopo il blitz i poliziotti avevano raggiunto lo skipper francese che era alloggiato presso un hotel di Varazze. Jean Luc Capelle, fin dal primo momento, si era dichiarato estraneo alla vicenda. Le parole dellāuomo, che aveva precisato di essersi limitato ad affittare lo yacht ai tre senza sapere quali intenzioni avessero, avevano convinto anche il gip Emilio Fois: il suo arresto infatti non era stato convalidato.
Foto da Riviera24.it


