“Circolare a Savona in auto e soprattutto tentare di parcheggiare la propria autovettura è un delirio: tempo perso, soldi buttati, tanto stress e contravvenzioni per divieto di sosta a pioggia. L’alternativa è girare su due ruote : moto, ciclomotore o scooter visto che la bicicletta può essere intesa come un tentativo di suicidio.
Quindi vista la situazione molti Savonesi, anche per abbattere le spese relative al carburante, optano per le due ruote. Ma, c’è purtroppo un ma, spesso gli scooteristi e i motociclisti sembrano invisibili nel traffico, tanto che le auto o gli altri mezzi pesanti che li incrociano non li vedono proprio, gli tagliano la strada, non rispettano le precedenze e spesso li urtano , facendo perdere l’equilibrio al centauro che cade a terra sull’asfalto, rischiando pure di essere spiattellato dai mezzi che seguono. Le due ruote , ovviamente, non offrono alcuna protezione in caso di scontro, si cade rovinosamente sull’asfalto e nel migliore dei casi si lascia la propria pelle sulla superficie abrasiva della strada, e quando si deve togliere le pietruzze dalle ferite sono dolori atroci degni delle peggiori torture, sempre che non ci siano fratture degli arti.
Una altra nota dolente riguarda i posteggi per le moto , che in teoria , solo in teoria, sarebbero riservati ai motocicli. Nelle stragrande maggioranza, soprattutto nella bella stagione e in prossimità di aree verdi pubbliche e davanti alle spiagge, questi posteggi che peraltro sono pochi e in numero non adeguato agli utenti che circolano con le moto, piccoli e rettangolari, messi in riga, sono occupati abusivamente a gruppi di quattro o cinque da una sola autovettura che se ne frega di togliere il parcheggio a quattro o cinque motocicli.
Sarebbe opportuno, almeno in primavera e in estate, implementare il numero dei posteggi riservati alle due ruote, del 50% per permettere una fruizione più ampia di questi piccoli rettangoli. Inoltre va ricordato che nel traffico urbano tre motocicli di dimensioni medie occupano il posto di una autovettura, con un alleggerimento significativo degli ingorghi”.
Roberto Nicolick