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Lettere

Spotorno, Riccobene: “La promozione delle polemiche”

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La competizione politica non va in vacanza e, forse, è anche giusto; chi amministra cerchi di fare il meglio, chi si oppone controlli e incalzi.

D’altra parte è sempre stato così o, quantomeno, così dovrebbe essere, anche se lo scivolone polemico è sempre in agguato. Da lungo tempo ormai la politica, tutta, è pervasa da aggressività, insulti personali, denunce anonime, falsità spacciate per verità, malaffare e, dunque, in questo scenario la polemica è il male minore. Per cui non mi meraviglio e non mi preoccupo più, perché come tanti italiani mi sono assuefatto, pur restando ancorato alla verità ed alla correttezza dei rapporti.

E dunque, l’estate ci guadagna, se sotto l’ombrellone o seduti al tavolino del bar turisti e concittadini commentano le beghe spotornesi messe in bella mostra dai quotidiani? Credo di no. Credo che vi sia modo e modo di far politica, di far opposizione e perfino di fare ostruzionismo.

Intanto, perché nel lungo inverno c’è il ragionevole tempo delle discussioni, mentre l’estate balneare è attesa per presentare un paese ospitale e magari organizzato, nel senso più ampio del termine. Dove tutti facciano la loro parte, piccola o grande che sia.

Invece, succede qualcos’altro, e non solo quest’anno. Sembra quasi che una strana forma di autolesionismo spinga una certa forma di politica minore, alla conquista dei titoli dei giornali, pur di accaparrarsi la prima fila e di farsi notare, urlando qualunque improperio senza troppo curarsi se poi nel campo opposto le persone possano sentirsi offese.
Che importa! L’obiettivo è raccogliere teorico consenso, andando a pescarlo con la bomba a mano, il consenso più estremo s’intende, anche del turista, che per caso si è trovato, suo malgrado, a dare un giudizio.

E sfilerà sotto i suoi occhi, con titoli di giornali eclatanti, l’elenco delle critiche più indecorose, che disegnano un ambiente diverso da quello vero, di una Spotorno seria e impegnata nelle sue decine di articolazioni volontaristiche, operosa nel campo turistico con l’energia dei suoi alberghi, degli stabilimenti balneari che rappresentano un fiore all’occhiello dell’accoglienza e dei tanti commercianti.

In questa competizione al ribasso (dell’immagine) al primo posto c’è la violenza verbale, perfino per il sindaco (è l’ultima aggressione della minoranza), reo di fare un mestiere come tanti altri, e per il capo dell’urbanistica locale reo di far bene il suo mestiere e di rischiare ogni giorno. Non è la prima volta e non sarà neppure l’ultima.

Non voglio fare del falso buonismo, non mi interessa, voglio solo mettere in evidenza un tema che può passare inosservato e quasi scontato, mentre scontato non è, perché non basta essere amministratori locali per essere vaccinati automaticamente alle diffamazioni.

Naturalmente, ci sono le carte bollate ed i tribunali dove farsi le proprie ragioni, ma questa è un’altra storia, che poco ha a che fare con la politica, quella con la P maiuscola.

Quella con la P maiuscola attinge dalle esperienze, anche negative; mentre la minoranza nostrana pare non aver un passato, ma solo presente e, incerto, futuro.

Quella stessa minoranza che ha lasciato, forse è meglio ricordarlo (soprattutto a loro), una scia di guasti amministrativi, di caduta d’immagine e di credibilità pubblica difficilmente ritrovabile.

A questi rappresentanti della politica del pettegolezzo, dell’insulto quotidiano e della chiacchiera da ballatoio non interessa vincere con trasparenza e con i mezzi propri della politica, interessa demolire, e non le ragioni dell’avversario, con una debita contrapposizione, ma la persona. Punto.

E’ più difficile convincere con la razionalità e con il rispetto. Così è il nostro tempo, così sarà il prossimo futuro. Mi auguro, però, che possano prevalere la correttezza sul sopruso, l’onestà intellettuale sui comportamenti beceri.

 

Franco Riccobene
Vice Sindaco del Comune di Spotorno
Assessore al Turismo

Redazione
10 Agosto 2013 alle 15:34
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