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Femminicidio, Piredda: “Bene la legge contro la violenza sulle donne, ora la prevenzione”

Redazione
22 Agosto 2013 alle 11:53
22 Agosto 2013
Femminicidio, Piredda: “Bene la legge contro la violenza sulle donne, ora la prevenzione”
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Regione. “La nuova legge contro il femminicidio, varata dal governo è, almeno sul piano mediatico e sociale, un primo passo avanti per squarciare quella cortina di silenzio che per troppo tempo ha nascosto l’emergenza sociale della violenza, fisica e psicologica, di cui sono vittime le donne”. Così interviene Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione e presidente della Commissione VIII Pari opportunità.

“Tuttavia – puntualizza Piredda – il provvedimento in sé, oltre a presentare alcune lacune nel merito, non può essere considerato definitivo nella soluzione del problema, le cui radici affondano nel terreno della nostra cultura. La legge, infatti, perché di esclusiva natura punitiva, punta alla repressione, ma non alla prevenzione del fenomeno. Prevenzione intesa come messa in sicurezza delle donne nei confronti dei padri, mariti, fidanzati, conviventi, compagni che, spesso, con l’arma del ricatto sentimentale e di frequente della dipendenza economica, chiudono in un labirinto di violenza le proprie figlie, mogli, fidanzate e compagne che si sentono disarmate davanti al proprio persecutore”.

“Sconvolge apprendere che i casi di violenza contro le donne per il 70-80% si consumano in famiglia o all’interno di legami parentali. Ma sconvolge ancora di più la notizia di una ragazza di 23 anni che, in questi giorni, a Genova, dopo essere stata malmenata dal compagno, non ha voluto denunciare il convivente alle forze dell’ordine accorse su segnalazione dei vicini. Non possiamo sapere da quali motivazioni sia stata mossa la ragazza genovese nell’assolvere il compagno violento, ma da questo episodio particolare possiamo arrivare a una considerazione di carattere generale: esiste la dipendenza, ancora troppo radicata, delle donne nei confronti degli uomini. Una dipendenza che non è solo psicologica, motivata solo da un senso di ‘inferiorità’ verso il ‘macho’. Purtroppo la dipendenza è di natura molto più pragmatica di quanto non si possa pensare. Senza affrontare gli impervi terreni della psicologia e delle sociologia, possiamo limitarci ad ambiti più concreti, per esempio di natura economica” prosegue Piredda.

Secondo gli ultimi dati Istat, la donna ancora oggi paga un salatissimo gender pay gap, il differenziale salariale di genere, che le fa percepire, in media in Liguria, una pensione dimezzata rispetto al marito. Non solo: i contratti part-time involontari, cioè imposti dall’azienda, interessano più le donne rispetto ai colleghi uomini. E poi, se la donna decide di mettersi in proprio, per aprire la propria attività ha maggiori difficoltà nell’accesso al credito rispetto agli imprenditori maschi e deve ricorrere alla garanzia di un parente, uomo, perché gli sia erogato un finanziamento.

“Ritengo sia indispensabile partire proprio dall’analisi di questo contesto che non solo non tutela le donne dal punto di vista economico, ma le svantaggia solo in quanto donne. Creare una base di partenza comune e senza disparità tra donna e uomo, anche sul posto di lavoro, significherebbe iniziare a liberare le donne da inutili, quanto dannosi, stereotipi di genere. La Liguria, dove negli ultimi 10 anni si sono consumati 56 casi di femminicidio, ha tutte le carte in regola perché possa dare l’avvio a un progetto pilota di prevenzione alla violenza di genere. Le numerose e attive associazioni di volontariato, i centri anti-violenza e le associazioni femminili possono essere coinvolte in un tavolo regionale di lavoro permanente che studi le disparità di genere e programmi un piano di prevenzione contro la violenza sulle donne. Di concerto con le istituzioni del welfare, della sicurezza e delle pari opportunità sarebbe opportuno creare una rete efficace per andare alla radice del problema, istituendo un welfare femminile orizzontale, che possa collaborare, nella prevenzione, anche con le forze dell’ordine e di pubblica sicurezza, concentrando gli sforzi nelle sacche di emergenza sociale con la collaborazione di tutti i soggetti che operano sul territorio” conclude l’esponente dell’Idv.

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