
Calizzano. Nessuna avvisaglia preoccupante, nessuna minaccia di suicidio o sindrome depressiva ha anticipato la tragica fine del 17enne che si è impiccato durante la notte di Ferragosto, al rientro di una festa trascorsa con amici.
Il ragazzo avrebbe raggiunto la maggiore età fra pochi mesi. Il suo corpo è stato rinvenuto in un casolare nella campagna di Calizzano, sede dell’attività commerciale dei genitori che hanno riferito come il giovane non abbia mai manifestato propositi suicidi.
Sullo smartphone del 17enne è stata trovata una nota dalla quale si potrebbero evincere le ragioni del gesto. Si cerca di capire cosa sia accaduto, di particolare, nella notte ferragostana. Il cellulare all’esame degli inquirenti e della Procura, che mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda.
Sgomento è la parola che descrive lo stato d’animo di amici, compagni, conoscenti e professori di fronte alla tragica morte dello studente 17enne, prossimo a completare il ciclo di studi in un istituto professionale.
“Non ci sono parole per descrivere quanto dolore sto provando, mi mancherai, ti voglio bene angioletto”. “Non riesco a capacitarmene. A realizzare che non ti vedrò più. Ho in mente la tua immagine di ieri sera con quel sorrisone, mentre ballavamo e cantavamo… Poi pensare a cosa è successo… Tutto il dolore, le lacrime in questo giorno che dovrebbe essere di festa. Eri meraviglioso e ti ricorderemo cosi. Ciao piccino”. “Se penso alle risate che ci siamo fatti… il tuo modo di fare che solo a sentirti parlare facevi ridere. Sei stato un grande amico, un grande compagno di banco e un grande ragazzo”. Questi alcuni messaggi dei compagni e amici del ragazzo.