
L’intesa è stata trovata e, dopo due mesi fitti di incontri e tanta concertazione, Anso è soddisfatta per i primi risultati raggiunti. Il Governo e il mondo editoriale si sono incontrati a metà strada accogliendo le istanze dei vari attori della filiera. In particolare, e per la prima volta, l’editoria online non viene considerata come un’appendice o un prolungamento di altri media mainstream, o come un’espressione di seconda classe: da oggi qualcosa è cambiato. Si viaggia e si ragiona in first class. L’online è l’online, senza distinzioni e sottocategorie.
“Anso riconosce e apprezza – dichiara il presidente Liberati (nella foto) – l’impegno dell’attuale governo e del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria del sottosegretario Legnini con i quali abbiamo potuto aprire un confronto continuo e costruttivo, presentando le istanze dei nostri associati, che sono poi le istanze degli editori online tutti. I soci Anso sono imprenditori che da tempo editano le proprie testate giornalistiche online, molti da più di un decennio. Non si tratta quindi né di start-up né di ultimi arrivati nel mondo dell’editoria digitale e Anso, come prima associazione nata per rappresentarli, è stata al loro fianco”.
Come dichiarato dallo stesso sottosegretario Legnini “si tratta di un’intesa importante che coinvolge, per la prima volta, l’intera filiera dell’editoria italiana: produzione news, pubblicazione (stampa e online), distribuzione e vendita. L’accordo segue la risoluzione parlamentare approvata il primo agosto scorso dalla commissione Affari costituzionali del Senato e costituirà la base per un prossimo intervento normativo”.
È la prima volta che in un atto ufficiale del governo sono state accolte in toto le istanze presentate da Anso: mesi di lavoro e di presenza dell’Associazione ai tavoli di concertazione e alle audizioni istituzionali di comparto cominciano a dare i risultati auspicati.
L’informazione locale online, e l’online in generale, non sono più percepite dalle istituzioni o dagli altri attori del settore come sottocategorie, prodotti editoriali meno importanti. Anzi, ci si è resi conto, mettendolo nero su bianco, che sono il futuro dell’informazione. E, infatti, sono innumerevoli le realtà che dai media tradizionali sono migrate anche verso l’online. Ora internet e i mezzi digitali rappresentano la prima classe.
“Anso – conclude Liberati -, che è nata per il digitale, lo prospettava nel passato e, a ragione, lo constata ora nel presente. Per il futuro che è dietro l’angolo, siamo già al lavoro”.