
Borgio V. Si avvia verso la conclusione il processo che vede a giudizio nove persone per la vicenda di usura legata al tragico suicidio di Mauro Baglietto, il macellaio di Borgio che il 22 agosto del 2006 si era ucciso con una pistola da mattatoio. Stamattina si è conclusa la discussione e il procedimento è stato rinviato al 2 ottobre per la sentenza.
Il pm Daniela Pischetola ha chiesto trentadue anni di carcere, in totale, per sei dei nove imputati, accusati di usura; assoluzione di altri tre dalle stesse accuse; assoluzione dalle imputazioni di associazione per delinquere e, per alcuni indagati, da quella di “morte in conseguenza di altro reato” scaturita dal suicidio di Mauro Baglietto.
Queste le richieste del pm Pischetola, limitate alle accuse di usura: sette anni per Mario Langhetti e Bruno Piave; sei anni e 8 mesi per Michele “Romano” Cetriolo; cinque anni per Fabio Domenicale; tre anni e sei mesi per Enrico Gozzi, tre anni per Adriano Mortarelli. Assoluzione, sempre dall’accusa di usura, per Armando Tortelli, Fabrizio Toselli e Irene Quaglia.
Nella sua arringa l’avvocato Ricco, difensore di Cetriolo, aveva contestato anche le due accuse “superstiti” (sulle 4 totali per usura) rimaste a carico del suo cliente. “Due prestiti, uno da 2950 euro, l’altro da cinquemila: nel primo caso il presunto usurato ha negato in udienza di aver versato interessi, nel secondo, riferito al povero Baglietto, le cifre indicate sui carnet di assegni sono tali da smentire che possa trattarsi di interessi”.