
“‘A spasso per il Bormida e dintorni’, con la canna da pesca, seguita da ‘Sei fritto’, per insegnare ai giovanissimi pescatori a pulire e cucinare il pesce: sarebbe questa la carta vincente per attirare turisti in Valle Bormida secondo Comuni e Regione e, ovviamente, associazioni pescasportive. E’ avvilente, secondo noi, che invece non si valorizzino, con un approccio davvero ecocompatibile e sostenibile, le immense bellezze naturali della valle favorendone l’osservazione e la fruizione pacifica”: a dirlo sono i volontari dell’Enpa savonese.
“Di quale pesca sostenibile parlano è poi tutto da dimostrare – sostengono gli animalisti – Come se non bastassero gli inquinamenti industriali del secolo scorso, è stata condotta una miope gestione delle acque pubbliche solo a favore deipescasportivi, il cui numero sta per fortuna rapidamente diminuendo. Il risultato è che la preziosa fauna ittica originaria è pressoché scomparsa, rimpiazzata da poveri animali d’allevamento, acquistati spesso con soldi pubblici, estranei all’ambiente in cui vengono liberati poco prima dell’apertura della pesca o nei laghi nei tratti di fiume aperti alla pesca facilitata a pagamento”.
“Per fortuna delle economie locali, mentre i pubblici amministratori si dilettano nell’ennesima iniziativa di basso consumismo si sta sviluppando, spontaneamente e con ben pochi aiuti, il vero turismo sostenibile e sano, con sempre più persone che praticano il kajking, il torrentismo, il canottaggio, lo snorkeling, l’escursionismo, la corsa campestre o semplici e sane passeggiate nei boschi e nelle campagne, senza far morire nessun animale” concludono i volontari.