Vado Ligure. Incontro in Comune a Vado sulla situazione dei lavoratori di Bombardier. L’amministrazione del sindaco Attilio Caviglia si è impegnato ad inserire il caso dello stabilimento nel prossimo consiglio comunale, il primo agosto. Si parlerà di carichi di lavoro e investimenti. Ne dovrebbe uscire un documento da inviare a Ministero e Regione. All’assemblea comunale saranno presenti le maestranze.
“Abbiamo dipendenti in cassa integrazione mentre lavoratori francesi, tedeschi e di altri Paesi europei producono i nostri treni o loro componenti. E’ necessario che la multinazionale riporti carichi di lavoro nello stabilimento di Vado Ligure, al più presto. Per questo la simbolica bara, con il finto cadavere, accanto al nuovo treno veloce inaugurato pochi giorni fa…”. Così i lavoratori della Bombardier nel primo turno di sciopero proclamato dall’Rsu e dalle organizzazioni sindacali di categoria.
“Noi stiamo andando verso gli esuberi, dopo la cassa integrazione per crisi (quella ordinaria è in scadenza dal 1 settembre) ci sarà la mobilità. Quindi, nostro obiettivo è salvare i posti di lavoro. Delle parole e delle promesse non ce ne frega nulla, servono fatti concreti. Penso ai carrelli o ai convertitori, insomma è necessario riportare carichi di lavoro in questo stabilimento per evitare conseguenze pesanti a livello occupazionale” aveva detto Patrizio Lai della Rsu Bombardier.
“I lavoratori chiedono a Bombardier un confronto sulla situazione aziendale che non si limiti alla sottoscrizione dell’ammortizzatore sociale richiesto dalla azienda per 145 operai e 50 impiegati. Da mesi chiediamo insieme, alla Regione, un piano strategico, che parta dall’analisi delle prospettive di mercato, per definire un piano industriale e di investimenti. Dalla aggiudicazione della gara per i treni Alta Velocità chiediamo un confronto sulla distribuzione dei carichi di lavoro tra gli stabilimenti del gruppo. Da mesi, la direzione risponde solo con una previsione del fabbisogno ore lavoro di produzione presunto in base alle aspettative di ordini per E464 e rifacimento carrozze da Trenitalia. Previsioni che, pur con un ordine di 27 E464 e di carrozze, prevedono una eccedenza di personale e la necessita di cassa per 195 persone ma, sopratutto, testimoniano una strategia attendista, che ha accettato la crisi, i licenziamenti e il ridimensionamento del sito; una impostazione che ha rinunciato ad ottenere dal gruppo investimenti e carichi di lavoro” aveva sottolineato Alberto Lazzari della Fiom Cgil.