
Alassio. Era in Italia perché qui sognava di coronare la sua carriera sportiva nel mondo del calcio, ma ha finito invece per ritrovarsi con le manette ai polsi. E’ questa la sorte toccata ad un ventiquattrenne dalla doppia nazionalità italo-argentina, B.N.E., atleta tesserato per una società calcistica alassina, che ieri è stato arrestato dai carabinieri dell’aliquota Radiomobile della Compagnia di Alassio con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I militari, impegnati nel costante monitoraggio sulle attività legate allo spaccio di sostanze stupefacenti, lo hanno trovato in possesso, nella camera di albergo di Alassio dove alloggiava, di 475 grammi di marijuana. Il ventenne, arrivato in Italia da pochi mesi, era alla ricerca di lavoro, ma, complice anche il difficile periodo, non riusciva a trovare un impiego. Per questa ragione meditava di rientrare in Argentina. Alla fine il ragazzo ha optato per una soluzione che gli sarà sembrata più conveniente, ma che si è rivelata, ovviamente, un totale fallimento.
Le successive indagini dei carabinieri hanno consentito, dopo l’arresto del ventenne italo-argentino, di denunciare a piede libero altre tre persone: S.S., 24 anni, P.A., di 22, e C.G. di 35, tutti di Alassio, le persone che, secondo gli investigatori, avrebbero trascinato il calciatore nel giro di spaccio.
I tre, a seguito di perquisizioni domiciliari e personali, sono stati trovati in possesso, complessivamente di: una pianta di marijuana alta 20 centimetri, 27 grammi di marijuana, 42 grammi di semi della stessa sostanza, due coltelli, uno sminuzzatore, due bilance e sacchetti di plastica per il confezionamento dello stupefacente. Materiale che è stato tutto posto sotto sequestro. B.N.E. è stato invece portato nel carcere Sant’Agostino di Savona dove resterà recluso in attesa dell’interrogatorio davanti al gip.