Carissima Coop,
Ti scrivo da semplice cittadino e mi permetto di darti del “tu” proprio come dice anche la nostra amica comune Luciana Littizzetto, perché da anni ci viene detto e ripetuto che “la Coop sei tu”. E così mi rivolgo a te, con tono confidenziale, proprio come ad un’amica di vecchia data. Ti scrivo perché voglio sottoporti un problema che, stando ai sondaggi registrati su Facebook, affligge non solo l’intera categoria delle casalinghe (lavoratrici), che spesso con figli al seguito sono magari costrette a trascinare carrelli stracolmi di alimenti tra i vari espositori nei lunghi corridoi, ma anche il gruppo dei mariti sempre indifesi che, al termine di un’intera giornata lavorativa, capita che debbano ancora occuparsi di approvvigionare la dispensa di casa già forti del complesso di inferiorità che, varcata la soglia di casa, sicuramente verrà loro rinfacciato per la scelta dei prodotti messi nel carrello.
Orbene, ti scrivo per chiederti un impegno. Non voglio ricattarti, dicendoti che potrei scegliere altri supermercati di altre catene per ovviare ad un problema di facile risoluzione. No, non lo faccio! E non perché sarebbe molto difficile farti concorrenza proprio come scrive Bernardo Caprotti, patron di Supermarkets Italiani Esselunga nel suo “Falce e carrello”, ma perché, se la Coop sono io, io amico tuo, sono convito che basti solo chiederti gentilmente di cambiare la tipologia del sacchetto biodegradabile al mais (costo 10 centesimi) che rischia di rendere le donne isteriche per la fragilità estrema della busta e gli uomini incazzosi quando, nel rompersi, fanno cadere bottiglie di olio o vino o disperdono liquori o detersivi. E’ questo un problema che va al di là del singolo sacchetto, perchè, tu mi dirai che è sempre possibile servirsi dei sacchettoni riutilizzabili che costano 1 euro, ma tu devi anche considerare che non sempre è possibile programmare la spesa nella giornata e avere appresso i bustoni riutilizzabili nella borsa da lavoro.
E sì, cara Coop, a far la spesa da te si corre oggi il rischio di diventare antiambientalisti, con questi sacchetti biodegradabili all’amido di mais disponibili alle casse fino quasi a rimpiangere quelli inquinanti. Cerca di selezionare un sacchetto per la spesa poco dispendioso, ma molto più resistente, specialmente considerando che altrove, da alcuni supermercati concorrenti, le buste costano 5 centesimi in meno e resistono un carico almeno doppio. Pensaci tu ad allietare, in un periodo di così grave crisi economica, il già difficile momento del pagamento alla cassa, con un sacchetto capace di contenere qualcosa di più di una semplice bottiglia di olio, un sacchetto di frutta e una confezione di uova. Perché l’amicizia, si sa, è un bene prezioso anche quando si va a fare la spesa…
Sentite grazie, a nome di molti amici.
Eraldo Ciangherotti