
Liguria. Nuove norme per gli oltre 120 mila pescasportivi dilettanti in Liguria. A conclusione di un lavoro di approfondimento e di confronto con le associazioni pescasportive e ambientaliste e il comparto della pesca professionale è in dirittura d’arrivo un ddl ad hoc che sarà discusso e varato dalla Giunta Burlando.
Sul provvedimento, che renderà più efficaci i controlli sull’esercizio abusivo della pesca non professionale, è tornato a parlare l’assessore alla pesca della Regione Liguria Giovanni Barbagallo. Le nuove norme, in aggiunta a quelle previste dalla legge nazionale, contenute nel ddl della Regione Liguria, comprendono l’istituzione di un tesserino di riconoscimento, il controllo sui tipi di pesca praticati, in barca, subacquea, da riva e il rispetto delle regole già in vigore, come quella che prescrive il limite dei cinque chili di pescato complessivo. Il provvedimento regionale introduce l’obbligo per i pescasportivi in mare di rendere riconoscibili le proprie catture attraverso il taglio della parte inferiore della pinna caudale, operazione che permetterà di distinguere il pescato dei dilettanti da quello dei pescatori professionisti destinato alla vendita, la marcatura degli attrezzi usati per le operazioni di pesca da terra, dalla barca e subacquea.
Una delle motivazione del taglio della pinna caudale a un lungo elenco di pesci previsto dal ddl è quella di combattere la vendita illegale del pescato. Altra novità, le guardie giurate volontarie organizzate dalle associazioni sportive e ambientaliste per aiutare i controlli da parte delle Capitanerie e degli uomini della Guardia Costiera. Obiettivo della Regione Liguria, “è difendere il mare – ha detto Barbagallo -, che è una risorsa di tutti e non un Far West, e tutelare le risorse ittiche che sono un bene dei pescasportivi dilettanti, di quelli professionisti e dei consumatori”.
La Regione Liguria ha inoltre chiesto al ministero l’assegnazione di una quota aggiuntiva di pesca al tonno per la flotta professionale. Lo ha detto l’assessore regionale alla Pesca Giovanni Barbagallo. Del problema, la Regione Liguria ha investito, ha detto Barbagallo, “anche il tavolo ministeriale ristretto della commissione nazionale politiche agricole e pesca”.