
Savona. Si avvia verso la conclusione il processo che vede a giudizio, con l’accusa di omicidio colposo, la dottoressa Giovanna Parodi, primario ginecologo del San Paolo di Savona, per un parto finito tragicamente nel novembre del 2007. Questa mattina in aula si è conlcusa la discussione che ha visto il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro chiedere una condanna ad un anno e 4 mesi e la difesa, rappresentata dall’avvocato Antoniobenedetto Chirò, l’assoluzione dell’imputata.
La dottoressa è accusata di non aver tenuto debito conto delle condizioni di una gestante “a rischio” e, nonostante le manovre mediche praticate al momento del parto, di non aver impedito che una neonata subisse dei traumi durante la nascita tali da provocarne la morte una decina di giorni dopo. In particolare il pm e i legali di parte civile contestano alla ginecologa di non aver utilizzato il forcipe durante il parto che – questa la loro tesi – avrebbe potuto impedire che il neonato subisse danni durante la nascita.
Una tesi duramente contestata dal legale della difesa che nella sua arringa ha precisatO: “Da 30 anni il forcipe non è più considerato come strumento da utilizzare. Le linee guida dicono che è pericoloso, nelle scuole non si insegna più il suo utilizzo e, come dicono le perizie, non c’è la certezza che il suo impiego avrebbe impedito la morte del neonato. In questo processo ci sono dubbi, ma poche certezze: se anche le linee guida dicono di non usare il forcipe perché alla mia assistita si contesta di non averlo usato?”.
Per concludere l’avvocato ha osservato: “Le perizie inoltre non dicono che la dottoressa ha eseguito male le manovre con la ventosa usata al momento del parto. Allora mi chiedo dove sia la sua responsabilità..Io vedo solo una mancanza di prove che possano provare oltre ogni ragionevole dubbio che vi sia stata una condotta colposa”. Al termine della discussione il processo è stato rinviato al prossimo 28 giugno per le repliche e la sentenza.