
Pietra L. Minacce gravi agli appartenenti all’Anpi-Arci di Pietra Ligure, ma anche “propaganda di idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico”, villipendio di una tomba, possesso di ossa umane e detenzione di armi. Erano accuse gravi quelle contestate ad un trentaseienne di Pietra Ligure, Alessandro P., che secondo l’accusa nella prima metà del 2011 si era reso protagonista di una serie di gravi episodi di intollerenza tutti animati da sentimenti antisemiti e razzisti.
A mettere nei guai l’uomo era stato il gesto compiuto il 9 aprile 2011 quando nella bacheca dell’Anpi di Pietra Ligure era stato affisso un manifesto che faceva riferimento ad un sedicente “Commando Ariano”. Il volantino conteneva pesanti minacce rivolte ai membri dell’associazione e, facendo riferimento alla morte di Carlo Giuliani (deceduto durante il G8 di Genova durante uno scontro con i carabinieri), prometteva “un imminente attacco” che li avrebbe trasformati in “spazzatura da incenerire”. Dopo un’indagine la polizia aveva individuato in Alessandro P. il responsabile di quel gesto. Successivi accertamenti avevano portato a contestare all’uomo anche il reato di propaganda di idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico per alcune frasi xenofobe pubblicate su siti e Facebook (come “fiero di essere bianco” ed altre sempre contro Carlo Giuliani) e affisse, sempre tramite volantini, vicino alla stazione di Pietra Ligure.
Secondo l’accusa poi l’uomo avrebbe anche urinato sopra una tomba e si sarebbe poi procurato ossa umane. Nella sua abitazione poi erano state rinvenut e diverse armi (spade, machete, baionetta, pugnali). Accuse per le quali stamattina l’uomo, davanti al giudice Marco Canepa, ha patteggiato un anno di reclusione e 600 euro di multa con la sospensione condizionale della pena.