Cari adolescenti,
non uccidete la vostra vita. Lo dico dopo aver ricevuto la lettera disperata di una madre alle prese, da diversi mesi, con il proprio figlio tossicodipendente di ketamina all’età di neppure 16 anni. Oggi le canne (buon inizio di tossicodipendenza per arrivare a droghe più pesanti) non vanno più tanto di moda. Tra gli adolescenti, infatti, si è diffusa la passione per la cocaina da “pippare” o, peggio ancora, per la Ketamina, un potente anestetico da equino che, allo stato liquido, può essere iniettata, consumata nelle bevande o aggiunta a materiale da fumare e, sotto forma di polvere, essa può essere usata per iniezioni dopo essere stata disciolta.
Se assunta ad alte dosi, tale droga produce un effetto chiamato “K-hole”, un’esperienza extracorporea molto vicina alla morte. L’uso di questa droga può causare delirio, amnesia, depressione e difficoltà cognitive e di memoria a lungo termine. A causa del suo effetto dissociativo viene spesso usata come droga da stupro. E, ironia della sorte, è la ketamina tra le droghe più gettonate proprio perché non ne risulta traccia dall’analisi delle urine presso i nostri ambulatori ASL.
Ora, ognuno, anche nel mondo degli adolescenti, vive i suoi disagi per la propria quotidianità ma nulla vale quanto il bene più prezioso, la nostra vita. Datemi retta, quando uscite in compagnia, quella roba lì evitatela, vi rovina, non aggiunge nulla di positivo al vostro umore e, anzi, può causare la morte.
Eraldo Ciangherotti