
Vado Ligure. “Le persone che toccano con mano la serietà dell’azienda, cambiano idea”. Così Biagina Corbisiero, responsabile della Linea Ambiente di Tirreno Power, commenta le resisitenze e le opposizioni di parte del territorio vadese e savonese al progetto di ristrutturazione della centrale termoelettrica.
“E’ probabile – afferma – che qui ci sia una sindrome Nimby, alimentata dalla poca informazione e conoscenza, per non parlare poi della disinformazione. Nell’esperienza degli ultimi anni mi sono resa conto che, quando che c’è la possibilità per cittadini e stakeholder di conoscere i dati emessivi, c’è sempre un cambio di posizione; le persone vanno via dalla centrale con maggior fiducia, perché toccano con mano serietà e professionalità del modo con cui si opera”.
“Già i dati resi disponibili dal Dipartimento della Regione Liguria confortano e presentano una qualità dell’aria senza grosse criticità. Mettere in campo tecnologie più avanzate per produrre con il carbone, così come è previsto anche dal piano energetico e ambientale della Regione, ha senso e c’è spazio per farlo. Ci sono nuove tecnologie che rendono sempre più compatibili dal punto di vista ambientale l’utilizzo delle fonti fossili” aggiunge Corbisiero.
I sindacati sono preoccupati e la politica cerca di mettere in campo gli strumenti diplomatici per scongiurare il programma di ridimensionamento dell’organico preventivato dall’azienda energetica. TP di fatto attende l’esito dei ricorsi a Tar, mentre il maxi investimento da 1,4 miliardi per l’ampliamento dell’impianto vadese è sulla carta. Intanto, però, possono scattare tagli al personale.
Sulla questione ambientale e sul monitoraggio, Biagina Corbisiero sottolinea: “Le strumentazioni installate per misurare le emissioni sono molto sofisticate: non potrebbero che essere presenti sui camini. Noi trasmettiamo istante per istante i dati emissivi rilevati agli organi competenti per il controllo, che sono anche avvertiti, in maniera precisa e puntuale, di eventuali malfunzionamenti durante l’esercizio”.
Quanto al regime di lavoro degli impianti produttivi, la responsabile di Linea Ambiente spiega: “La centrale di Vado va a soddisfare, come le altre, la domanda dell’utenza nazionale. La rete elettrica è unica e deve rispondere al fabbisogno, chiamando le diverse unità sul territorio italiano. Quindi non siamo sempre in esercizio, ma quando occorre, cioè quando a cittadini e utenze industriali occorre energia”.