
Genova/Savona. Prosegue a pieno ritmo l’opera “sostitutiva” della Capitaneria di Porto di Savona, entrata in azione dopo la sciagura del Molo Giano che ha annientato il “cervello” del traffico marittimo genovese. E’ la Guardia Costiera savonese, infatti, ha gestire le operazioni delle navi in entrata in uscita dallo scalo della Lanterna.
Trenta navi al giorno tra traghetti diretti in Sardegna, Sicilia e Nordafrica, ma anche crociere e navi mercantili fermi in rada in attesa di raggiungere le banchine del porto genovese devono comunicare i loro spostamenti alla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Savona. Si tratta di un provvedimento provvisorio deciso dal comando generale della Capitaneria di Porto della Liguria attualmente ancora diretto dall’ammiraglio uscente Felicio Angrisano.
Lo anche sottolineato il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi, ne “La Telefonata” di Belpietro: “La nostra preoccupazione è quella di proseguire, dopo l’incidente, le attività del porto di Genova il quale anche in momenti di crisi ha dato segnali di crescita”.
Il sistema Gps di sicurezza che “era in cima alla torre che è crollata e ieri è stato sostituito con quello del porto di Savona ma già oggi è in arrivo un sistema provvisorio” ha riferito il ministro. Lupi ha quindi rilevato come la sfida sia quella di “uno sviluppo non in contrapposizione con la sicurezza e la difesa della vita umana”.