
Genova. C’è anche un valbormidese d’adozione, Raffaele Chiarlone, tra i superstiti della tragedia di Genova, dove questa notte il mercantile Jolly Nero è finito contro il molo Giano facendo crollare in mare la torre piloti. Il bilancio attuale è di 7 morti e 4 feriti. Fra questi ultimi Chiarlone, cuneese di 36 anni, residente in Valbormida. Si è gettato per tempo in mare evitando il peggio. Dapprima è stato portato in Rianimazione al Galliera, poi trasferito in reparto.
Il comandante della nave, intanto, è indagato per omicidio colposo plurimo. Insieme a Chiarlone hanno trovato la salvezza, anche grazie alla prontezza di riflessi, Enea Pecchi, 40 anni, di Pavia; Gabriele Russo, 32 anni, di Messina, che ha riportato fratture multiple e in stato di ipotermia per essere stato a lungo in acqua; e Giorgio Meo, 35 anni, di Taranto, ritrovato sotto le macerie della torre.
Alla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Savona il lutto è fatto di tristezza e di sconcerto, ma anche di lavoro. Anzi, di superlavoro. Gli uomini della Guardia Costiera savonese, infatti, stanno facendo le funzioni dei colleghi di Genova, in parte operativamente paralizzati dalla sciagura, e dal mare della Torretta sono partiti i mezzi residui per il supporto nell’area genovese.
Alta 50 metri, in cemento e vetro, la torre piloti al Molo Giano veniva considerata la “seconda Lanterna” di Genova. La poppa della portacontainer Jolly Nero, della linea Messina, l’ha centrata in pieno: la struttura è crollata seppellendo chi era al suo interno.
La torre aveva la sala di controllo all’altezza dei 40 metri e da lì gli operatori potevano controllare ogni movimento in atto nello scalo, coordinando attracchi, entrate, uscite. Era il “cervello” operativo della Capitaneria genovese, suddivisa in due livelli: una prima zona dove erano custodite apparecchiature di supporto e una seconda al piano superiore dotata degli strumenti per
effettuare le diverse operazioni di controllo del traffico marittimo portuale.
Ora la Guardia Costiera di Savona contribuisce ad effettuare tutte le operazioni di vigilanza e coordinamento al posto della torre genovese, che funzionava come la torre di controllo di un aeroporto.