
Savona. Ha raccontato la sua versione dei fatti Mario C., il 46enne savonese arrestato sabato sera con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, dopo che la moglie si era gettata dall’auto in cui si trovava in compagnia dell’uomo per sfuggire alle sue ire e aveva chiamato spaventata il 113.
Secondo il racconto del 46enne, i fatti sarebbero meno gravi di quelli apparsi in un primo momento (nell’auto dell’uomo erano stati trovati una bombola di gas, un coltello e una corda, tutti elementi che avevano fatto pensare a intenzioni omicide-suicide) e avrebbe dato una spiegazione ad ogni episodio avvenuto nel corso di quella serata.
“Non volevo fare del male a nessuno, né a lei né a me. Non sono una persona violenta” ha esordito Mario C. davanti al giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi che ha poi scelto di rimettere in libertà l’uomo che dovrà però rispettare un divieto di avvicinamento alla ex.
Mario C., difeso dagli avvocati Luca Somà e Ettore Ghelardi, ha raccontato di essersi visto con l’ex moglie, con la quale nell’ultimo periodo i rapporti si erano fatti meno burrascosi, per aiutarla a sistemare un mobile. Poi i due sarebbero andati a cena insieme in Darsena dove avrebbero trascorso una serata tranquilla.
Quando è stato il momento di tornare a casa però sarebbero riemersi i vecchi rancori (a marzo la donna aveva denunciato lui per delle minacce) e quando il quarantaseinne ha capito che la ex non aveva intenzione di tornare con lui avrebbe perso la testa, rifiutandosi di lasciarla sotto casa.
A quel punto la donna si sarebbe spaventata e, di fatto, gettata fuori dall’auto. Poi, sotto shock per l’accaduto, ha chiesto aiuto al 113. Nell’auto dell’uomo i poliziotti avevano trovato appunto anche una bombola piena di gas gpl, un coltello e una corda, elementi che li avevano allarmati.
Questa mattina anche questo aspetto è stato ridimensionato: Mario C. ha giustificato il possesso della bombola che era nell’auto perché doveva sostituirla nell’abitazione della madre.