
Vado L. Stato di agitazione dei lavoratori di Tirreno Power a Vado Ligure. Lo hanno proclamato l’Rsu sindacale e le segreterie Filctem-Flaei-Uiltec a seguito della ristrutturazione aziendale finalizzata a ridurre i costi, per il quale è prevista una nuova struttura organizzativa in cui dovrebbero confluire 155 persone. “E’ indispensabile l’apertura di un tavolo di confronto a livello territoriale, che sia in grado di affrontare il problema posto da Tirreno Power nel contesto locale, con particolare riferimento all’importanza strategica del sito. Richiediamo inoltre un forte impegno degli Enti locali rispetto al progetto di sviluppo industriale del sito di Vado Ligure, compatibile con le migliori tecnologie ambientali con un impegno per la difficile realtà occupazionale per i lavoratori diretti del sito produttivo e dell’indotto”.
“A seguito del mutato scenario energetico nazionale si è determinato una riduzione degli utili nel primo quadrimestre 2013, causati da un forte incremento in campo energetico delle fonti rinnovabili incentivate, dalla riduzione della domanda di energia a seguito della crisi economica ed industriale e l’incremento della capacità termoelettrica installata” spiegano i sindacati.
“Le organizzazioni sindacali di categoria, in maniera responsabile e costruttiva, hanno concordato nel marzo 2009, con la società Tirreno Power, un modello di funzionamento organizzativo che determinava il numero minimo di risorse necessarie per il sito di Vado Ligure in 224 unità, individuando le attività strategiche e distintive da svolgersi. Nell’assemblea del sito di Vado Ligure si è determinata una ampia discussione con la moltitudine dei lavoratori presenti che hanno vissuto sulle proprie spalle gli errori della precedente riorganizzazione, che ha provocato esternalizzazioni e terziarizzazione di molteplici attività. I numeri ipotizzati dalla società Tirreno Power elaborati da aziende di consulenza, sul numero del personale occupato nei vari impianti di generazione è frutto di progetti internazionali che non tengono conto minimamente della normativa vigente sul nostro territorio, ma cattivi esempi di altre realtà che non valgono per uno sviluppo sostenibile ed in coerenza con un controllo attento degli impianti industriali nella tutela dei cittadini e dei lavoratori”.
“I lavoratori del sito di Vado Ligure rilevano una grande preoccupazione che configura in modo particolare una riorganizzazione che potrebbe determinare esclusivamente depauperamento della professionalità presente sul sito, impoverimento del patrimonio impiantistico e riduzione degli organici (impegnati quotidianamente nelle attività)” concludono i sindacati.