Alassio. Un incubo durato pochi minuti, ma che sono sembrati un’eternità ai titolari della gioielleria Severi e alla loro commessa. “Abbiamo aperto convinti che fossero turisti, erano vestiti bene, uno aveva anche uno di quei cappelli di paglia che vanno così di moda, per questo abbiamo aperto e li abbiamo fatti entrare” dicono.
“L’apparenza inganna” dice un vecchio proverbio e difficilmente in futuro le tre vittime di questa violenta rapina si dimenticheranno di quanto accaduto pochi minuti dopo le 15 e 30 questo pomeriggio.
“Hanno chiesto in un inglese quasi perfetto – spiega il titolare – di vedere un orologio,di quelli da circa ottomila euro: mentre stavamo aprendo la vetrina per prenderlo uno dei due ha tirato fuori una pistola, poi rivelatasi giocattolo, un secondo con il martello ha iniziato a distruggere le vetrine dall’interno del negozio e il terzo arraffava tutto quello che poteva”.
La situazione diventa immediatamente da incubo con i tre malviventi che urlano e minacciano il gioielliere, la moglie e la commessa.
“Urlavano in una lingua che non capivamo, vedevamo solo la pistola e il martello che roteava per aria e sfondava tutto quello che incontrava per strada”.
I segni del passaggio di questa banda sono ben evidenti, quasi tutte le vetrine del negozio sono distrutte, la proprietaria sotto shock è stata visitata dai militi della Croce Rossa. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e Polizia che stanno esaminando le immagini delle telecamere del negozio. I malviventi hanno abbandonato sul posto martello e pistola per questo gli inquirenti cercheranno di identificarli attraverso le impronte.
“Erano professionisti, hanno puntato solo la roba importante – racconta il titolare – anelli Cartier, Rolex d’oro, collane di diamanti scartando la roba di ‘poco conto'”. Impossibile stimare al momento il bottino ma sicuramente la cifra non sarà molto inferiore a qualche centinaia di migliaia di euro. I Rolex erano da 30-40mila euro (nella piccola vetrina a destra dell’entrata vi erano almeno cinque modelli di questo tipo), idem gli anelli Cartier.
Secondo le forze dell’ordine la banda dell’est europeo potrebbe essere stata “in trasferta” dalla Costa Azzurra, specializzata in questo tipo di colpi. I carabinieri hanno istituito posti di blocco e ricerche in tutta la zona, anche con l’ausilio di un elicottero, ma dei tre malviventi nessuna traccia. Secondo quanto appreso al vaglio dei militari, oltre ad un loro descrizione, anche le immagini delle telecamere del budello alassino che hanno ripreso la fuga dei tre rapinatori. Per un guasto, invece, sembra che non siano disponibili le immagini del circuito interno di videosorveglianza della gioielleria: i tecnici sono al lavoro per cercare di capire se il sistema abbia registrato almeno qualche fotogramma utile all’indagine.
Le immagini della fuga