
Albenga. E’ stato rinviato a giudizio Davide Delogu, l’ex poliziotto indagato nell’ambito di un presunto giro di sfruttamento dell’immigrazione clandestina nell’azienda agricola, con sede nella Piana ingauna, della moglie. Insieme a lui il giudice per l’udienza preliminare Fiorenza Giorgi ha disposto lo stesso provvedimento per altre sette persone, tra cui la moglie dell’uomo, Rossellina Tuttorosa, una ex collega di Delogu, due albanesi e tre medici.
Le accuse contestate agli imputati, alcune delle quali in concorso, non sono però tutte uguali. A Delogu, difeso dall’avvocato Carlo Manti, vengono contestati diversi reati: oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (nell’azienda della moglie sarebbero stati impiegati secondo l’accusa cinque albanesi irregolari), è accusato di concussione, minacce, truffa aggravata, falso e concorso morale in sequestro di persona. Reati che non sono tutti connessi con il presunto giro di sfruttamento dell’immigrazione clandestina, ma che sarebbero stati scoperti dagli investigatori nell’ambito di quell’indagine grazie a delle intercettazioni telefoniche.
In particolare l’accusa di tentata concussione è contestata perché, secondo la Procura, il poliziotto aveva cercato di ottenere dei soldi da alcuni albanesi promettendogli in cambio di evitare che venissero sottoposti a controlli di polizia; sul fronte della truffa e del falso con l’ex sovrintendente capo del commissariato alassino sono coinvolti tre medici (Roberto Pirino di Albenga, difeso dall’avvocato Fabio Cardone, Luigi Granella e Marco Mario Cosimo Carboni Gianuario, entrambi sardi e difesi dall’avvocato Pala del Foro di Sassari) che avrebbero prodotto certificati medici falsi per far ottenere giorni di mutua al poliziotto anche se era in perfetta salute. Un raggiro nel quale sarebbe rimasta coinvolta, sempre con le accuse di falso e truffa in concorso, anche una funzionaria del commissariato di Alassio, Maria Monte (difesa da Franco Vazio), che avrebbe consigliato al collega di ripresentare un certificato alterando una data che non risultava corretta.
Infine i due cittadini albanesi, Elton Alhysa e Lulzim Calliku, devono rispondere entrambi dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con Delogu, mentre il primo anche di sequestro di persona. Sarebbe proprio Alhysa l’uomo che il poliziotto aveva chiamato per far allontanare da casa sua un suo connazionale che pretendeva del denaro. Accuse che sono sempre state respinte dall’ex poliziotto che ora, insieme agli altri imputati, dovrà essere giudicato dal Collegio del tribunale di Savona.