
Alassio. Assolto perché incapace di intendere e di volere. Si è chiuso con questo verdetto questa mattina il processo per direttissima che vedeva a giudizio un polacco di 30 anni, K.K., finito in manette dopo aver seminato il panico nel bar di una spiaggia alassina. Visto l’atteggiamento dell’uomo, apparso confuso, il giudice aveva disposto una perizia psichiatrica che ha confermato come il trentenne non sia capace di intendere e volere a causa di una patologia psichica. Ragione per la quale è stato ritenuto non processabile e, dal carcere, trasferito in una struttura ad hoc.
L’arresto del polacco era avvenuto dopo che, all’interno dell’Hotel Spiaggia di Alassio, armato di coltello, aveva minacciato il cameriere per farsi servire la colazione. Una richiesta che aveva lasciato basito il malcapitato e i titolari dell’albergo che avevano immediatamente chiamato il 112. Davanti allo sbigottimento di tutti, K.K. era improvvisamente fuggito a piedi, liberandosi dell’arma che aveva con sé. L’uomo aveva però continuato a prendere di mira alcuni bar della passeggiata sul lungomare che conduce a Laigueglia. A quel punto era stato raggiunto dai carabinieri: il polacco si era scagliato anche contro di essi, spintonandoli e scalciando come un pazzo, ed era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
Ieri mattina era poi comparso davanti al giudice Rossi del tribunale di Savona, portando avanti il suo personale show. All’improvviso, infatti, il trentenne era scappato dall’aula e si era messo a correre lungo i corridoi per poi essere riacciuffato e portato nuovamente in udienza. Qui aveva cominciato a ridere costantemente davanti al giudice che, di conseguenza, aveva preferito disporre la perizia psichiatrica.