
Regione. Con 19 voti favorevoli e 9 contrari (centro destra) è stato approvato il disegno di legge: “Ulteriori disposizioni di adeguamento della legge regionale 7 dicembre 2006, n. 41 (Riordino del Servizio Sanitario Regionale) e modifica di altre norme regionali”.
Fra le norme che vengono modificate, quelle relative alla Conferenza dei sindaci, al direttore di distretto e al revisore dei conti dell’Agenzia sanitaria regionale (Ars). Viene inoltre creato il Comitato etico regionale, viene attribuita alle Asl la competenza di emanare sanzioni amministrative in materia di tutela delle acque e previsto l’accantonamento di quote del fondo sanitario per specifiche attività quali la ricerca e l’educazione alla salute. Sono infine accreditate transitoriamente le strutture già operanti per il Servizio sanitario regionale.
In base alla legge, la Conferenza dei Sindaci dei Comuni compresi nell’ambito territoriale di ciascuna Azienda sanitaria locale esprime i bisogni sociosanitari delle comunità locali e corrisponde alle esigenze sanitarie della popolazione. La sua presidenza è attribuita al sindaco o, su sua delega, all’assessore competente in materia di Politiche sociosanitarie del comune cui fa capo il distretto più popoloso.
L’incarico di direttore di Distretto è attribuito dal direttore generale a un dirigente del Servizio sanitario nazionale, che abbia maturato una specifica esperienza nei servizi territoriali e un’adeguata formazione nella loro organizzazione, oppure a un medico convenzionato da almeno dieci anni, con contestuale congelamento di un corrispondente posto di organico della dirigenza sanitaria. L’incarico è conferito dal direttore generale a seguito dell’espletamento di procedure comparative nel rispetto dei principi di trasparenza, selettività ed evidenza pubblica. Il rapporto di lavoro del direttore di Distretto è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato della durata di tre anni, prorogabili a cinque una sola volta. L’incarico può essere rinnovato. Per il periodo di durata del contratto i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni con riconoscimento dell’anzianità di servizio. Il trattamento economico del direttore di Distretto è definito dalla direttiva vincolante della Giunta regionale.
Il direttore gestisce le risorse assegnate al Distretto in modo da garantire l’accesso della popolazione alle strutture ed ai servizi, l’integrazione tra i servizi e la continuità assistenziale. Il direttore del Distretto supporta la direzione generale nei rapporti con i sindaci del Distretto.
Il Revisore dei Conti dell’Agenzia sanitaria regionale avrà il compito di verificare l’amministrazione dell’Agenzia sotto il profilo economico; redigere la relazione al bilancio d’esercizio; accertare la regolare tenuta della contabilità; riferire, almeno semestralmente, alla Giunta regionale, “denunciando immediatamente i fatti se vi è fondato sospetto di gravi irregolarità”.
Il Comitato etico regionale viene istituito ai sensi dell’articolo 12, commi 10 e 11, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute). Si tratta di un organismo indipendente volto a garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti in sperimentazione e di fornire pubblica garanzia di tale tutela. Il Comitato si articolerà in tre distinte sezioni alle quali sono attribuite competenze relative a questioni etiche connesse con le attività scientifiche e assistenziali; iniziative di formazione per gli operatori sanitari relativamente a temi di bioetica; sperimentazioni di ricerca di base; sperimentazione clinica dei medicinali; sperimentazione clinica sui minori, sperimentazioni relative a medicinali destinati a uso pediatrico. Il Comitato etico si avvarrà di segreterie, amministrativa e tecnico-scientifica, con personale dedicato, in via esclusiva, a tali attività. Le prime due sezioni del Comitato opereranno presso l’IRCCS “Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino – IST – Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro”, la terza presso l’IRCCS “Istituto Giannina Gaslini”.
In base alla legge approvata, sono attribuite alle Aziende sanitarie locali competenti per territorio le funzioni sanzionatorie amministrative in materia di tutela delle acque destinate al consumo umano, di prevenzione e sicurezza sul lavoro, di igiene e sanità pubblica, vigilanza sulle farmacie e polizia veterinaria.
Viene inoltre stabilito un accantonamento di quote del fondo sanitario (non superiore al quattro per cento) che la Giunta regionale destina per finanziare attività di rilievo sanitario o sociosanitario; attività attribuite alla competenza regionale da leggi dello Stato o della Regione; attività previste dalla stipula di specifiche convenzioni/accordi; attività di ricerca sanitaria; biomedica traslazionale e di innovazione tecnologica nell’ ambito delle Aziende ospedaliere, Enti ospedalieri, Aziende sanitarie locali e IRCCS del Servizio Sanitario Regionale anche al fine di garantire il cofinanziamento regionale a progetti di rilievo nazionale; l’organizzazione di convegni congressi o rassegne in campo sanitario e l’organizzazione di iniziative di informazione, promozione ed educazione alla salute nei confronti dei cittadini liguri. La parte non utilizzata della quota è ripartita a fine esercizio tra Aziende ospedaliere, Enti ospedalieri.
Vengono infine emanate disposizioni transitorie in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sociosanitarie. In particolare le strutture non ancora accreditate, ma già operanti per il Servizio Sanitario Regionale, che hanno presentato, entro il 31 dicembre 2012, istanza di accreditamento istituzionale sono considerate transitoriamente accreditate sino all’adozione del provvedimento finale di concessione o di diniego dell’accreditamento stesso entro i termini previsti per la conclusione del relativo procedimento.
Nel dibattito è intervenuto Luigi Morgillo (Pdl) che ha chiesto l’esame in aula articolo per articolo: “Questa legge è stata troppo bombardata – ha spiegato – e contesto questo modo di programmare la sanità”.
Matteo Rosso (Pdl) ha invitato la giunta a valorizzare nelle selezioni dei primari le professionalità già presenti sul territorio ligure, attraverso una verifica puntuale dei concorsi vinti da medici di altre realtà.