
Borghetto S.S.. Si è chiuso con tre condanne il processo per la vicenda relativa alla cooperativa edilizia “Mattone rosso” di Borghetto, finita al centro di un’inchiesta della magistratura, che vedeva a giudizio il suo ex presidente, Giovanni Filippini, la moglie Enrica Olivari ed il figlio, Omar Filippini per appropriazione indebita e falso in bilancio.
Secondo l’accusa, i soci della cooperativa, tredici in tutto, avevano dovuto sborsare somme variabili tra i 60 e i 130 mila euro in più rispetto al previsto per non rischiare di perdere le loro case. Ieri il verdetto con il Collegio dei giudici del tribunale che ha condannato Giovanni Filippini a due anni e sei mesi (il pm Danilo Ceccarelli aveva chiesto 2 anni), il figlio Omar a un anno e 8 mesi ed Enrica Olivari a un anno (confermando le richieste del pm).
I tre sono anche stati condannati al risarcimento “per equivalente” di 700 mila euro: decisione che ha fatto scattare la conferma del sequestro conservativo dei beni personali degli imputati. Il collegio ha però pronunciato anche alcune assoluzioni: in particolare i due Filippini sono stati assolti perché dal falso in bilancio per quanto riguarda la prestazione d’opera di un edile albanese, e sempre per fatti collegati ci sono state altre due assoluzioni (una dei tre imputati, l’altra della sola Olivari) ai punti 1 e 4 del capo d’imputazione che riguarda l’appropriazione indebita. La vicenda prende le mosse dal ’99 ma tutti gli episodi precedenti al novembre 2005 sono stati coperti dalla prescrizione.
Il “buco”, secondo l’ordinanza di rinvio a giudizio che era stata firmata dal gup Emilio Fois, sarebbe di oltre 700 mila euro, soltanto a partire dal luglio 2004 (per gli anni precedenti è ormai intervenuta la prescrizione). Secondo la Procura per ogni alloggio – dal costo variabile tra i 160 e i 250 mila euro – una quota avrebbe dovuto essere coperta dai versamenti dei soci, il restante dal mutuo acceso dalla cooperativa e poi “parzializzato” per ciascun socio. I versamenti fatti dai soci – questa l’accusa – però sarebbero stati illecitamente incamerati dai Filippini. E così, per ciascuno dei 13 alloggi, i conti non sono più tornati: mancavano appunto dai 60 ai 130 mila euro che i soci avevano versato ma che non risultavano dai bilanci.
Di conseguenza ciascun socio ha dovuto accendere un secondo mutuo per colmare la lacuna, visto che la banca si rifiutava in caso contrario di procedere al passaggio di proprietà dell’alloggio e con il rischio concreto che il fallimento della cooperativa portasse la banca a “eseguire”, pignorando le case.
La cooperativa “Mattone Rosso” ha realizzato tre interventi edilizi: due a Borghetto in via Michelangelo e in località Fasciole, e uno a Varazze in via Castagnabuona. A far scattare le indagini era stata nel 2007 una denuncia presentata dal legale di alcuni soci della cooperativa.