
Alassio. La lista ci sarebbe e il candidato sindaco pure. Ora si sta facendo solo un “ragionamento di opportunità politica” e poi il progetto alassino targato Pd potrebbe decollare.
Voci che si rincorrono e che vengono parzialmente confermate parlano di una “Alassio di tutti” capitanata da Martino Schivo, giovane esponente del locale partito di centro sinistra, che potrebbe correre alla poltrona di primo cittadino, facendo salire a quota quattro le “squadre” in lotta alle amministrative di maggio nella città del Muretto.
Classe 1972, Schivo, di professione ingegnere e di “ispirazione renziana”, sarebbe il più giovane dei contendenti, e anche tra i più agguerriti. “Stiamo discutendo di questa opportunità: non avrei alcun timore a fare un passo simile, men che meno avrei paura dei miei avversari, ma stiamo facendo un ragionamento di opportunità politica” dice il 41enne alassino.
“C’è chi, in queste settimane, ha sparato un po’ troppo sul nostro partito per gli errori che sono stati commessi a livello nazionale – continua Schivo – Be’, non credo sia giusto far pagare ad alcuni gli errori di altri: a livello locale lavoriamo sodo, con serietà, e con tanta cocretezza, spinti dalla voglia di cambiamento che chiede la società civile. Se il Pd deciderà di correre, io darò il mio contributo in prima fila. Non avrei alcuna difficoltà a farlo”.
Il Pd non ha infatti trovato l’accordo né con Angelo Galtieri (“Insieme X”) né con Piera Olivieri (“Progetto Alassio”). “Sono prevalsi come al solito personalismi e gente che, per preconcetti assurdi, non voleva il Pd. Be’, nemmeno noi vogliamo certi personaggi – commenta Domenico Bogliolo – Per ciò che concerne gli avversari della lista targata Pdl vedo che si è voluta formare una lista poco innovativa ma con componenti che possono portare molti voti, e uniti dai soliti interessi comuni. Vedo che la parola d’ordine continua ad essere cemento, cemento e cemento. Si è voluto far fuori Melgrati, pensando che nuocesse alla lista, mettendo però poi un suo stretto collaboratore come Alessandro Bonavia, ma non credo che gli alassini non se ne rendano conto”.