
Liguria. Resta difficile la situazione del trasporto pubblico ligure e nonostante l’impegno della Regione, che durante lo sciopero di ieri, ha garantito che presto porterà la nuova legge regionale in consiglio, rimane la preoccupazione dei lavoratori.
Nel corso del suo intervento, infatti, l’assessore regionale Enrico Vesco ha puntualizzato che le risorse per il trasporto pubblico locale sono insufficienti e che, vista la situazione attuale, è difficile trovare fondi aggiuntivi. Vesco ha, inoltre, sottolineato che questo settore ha subito tagli di entità di gran lunga minori rispetto alle altre poste di bilancio e ha chiarito che il trasporto su gomma non ha registrato alcuna penalizzazione rispetto a quello su ferro. Ribattendo alle obiezioni di alcuni rappresentanti sindacali, infine, Vesco ha puntualizzato che la Regione ha rispettato l’accordo siglato il 17 gennaio 2012, relativo al mantenimento del livello delle risorse da assicurare al settore: “Altri non hanno fatto fronte a causa delle ben note difficoltà economiche nelle quali versano le amministrazioni locali”. L’assessore ha quindi lanciato un allarme, che riguarda tutto il mondo del lavoro ligure, circa l’entità dei fondi disponibili per coprire la cassa integrazione in deroga: “Con la disponibilità attuale – ha ribadito – si arriverà a malapena a giugno”.
Questo stato di cose, però, preoccupa non poco lavoratori e sindacati, perché senza risorse il trasporto pubblico è a rischio, come migliaia di posti di lavoro. Ieri sera, quindi, è stato deciso un nuovo sciopero regionale, che si svolgerà il 22 marzo per 24 ore.
“L’assenza del presidente Burlando, l’improvviso differimento del consiglio regionale, la conferma da parte dell’Assessore Vesco della riduzione dei finanziamenti per il Tpl ligure, il ritardo dell’approvazione della legge regionale di settore, finalizzata alla costituzione di un bacino di traffico unico ligure e propedeutica alla creazione di un’azienda unica, nonché la notizia che le risorse per la cassa integrazione in deroga saranno sufficienti solo fino al prossimo giugno e non per tutto il 2013, come concordato, costringono le organizzazioni sindacali a programmare un’ulteriore azione di sciopero” affermano i sindacati in una nota.