
Regione. “Lo avevamo già detto – ha spiegato oggi l’assessore regionale al Lavoro Enrico Vesco – la copertura è insufficiente per il 2013, già caratterizzato da un’impennata della richiesta di ammortizzatori sociali”. In estrema sintesi le risorse disponibili per quest’anno sono già state consumate. Secondo “grosso problema” evidenziato da Vesco è il cavillo “su cui il ministero si è irrigidito”: tutti gli accordi devono cioè essere eseguiti nelle sedi istituzionali della Regione.
“Una scelta sciagurata che porterebbe a una riduzione delle domande – ha sottolineato Vesco – è una strada che avevamo già abbandonato tre anni fa, noi come le altre regioni, ed è il motivo per cui, a oggi, le pratiche già approvate non vengono pagate dall’ Inps. Per questo contenzioso le Regioni hanno protestato fortemente. Ieri, infatti, la conferenza dei presidenti ha inviato un ordine del giorno molto duro al governo. “Credo sia l’ennesimo disinteresse del ministro Fornero verso i lavoratori, e verso ciò che comporta la perdita di questo beenficio”, ha commentato Vesco. Nei primi tre mesi del 2013, 9500 lavoratori liguri hanno richiesto la cassa integrazione in deroga, 800 la mobilità: un dato “devastatante” perché uguale a quanto richiesto in tutto il 2012.
Questo lo stato dell’arte per cui la Regione sarà chiamata a fare sclete drastiche: i tempi di pagamento della mobilità saranno ridotti. “Non siamo più in grado di onorare i sei mesi promessi – ha ammesso l’assessore – credo riusciremo a garantire tre mesi, ma, se non arriveranno altre risorse, alla fine di questo mese il blocco dei pagamenti, a oggi comunque fermi per il cavillo del ministero, sarà inevitabile. E non escludo di non poter arrivare al terzo mese”.
Vesco ha spiegato di aver già informato le parti coinvolte, ma “ci rivedremo lunedì perché poi servirà una delibera di giunta che prenda atto di una situazione di cui non siamo minimamente responsabili”. La richiesta da piazza De Ferrari è di trovare ulteriori risorse, perché a oggi “non potremmo accettare altre domande di cassa integrazione in deroga perché senza copertura”. “Capisco che la situazione nazionale non aiuti – ha concluso Vesco ma questo governo ha ancora la competenza per farlo e il parlamento che si insedia a giorni non può che condividere la scelta per una realtà così necessaria come gli ammortizzatori sociali”.