
Varazze. Ha fatto scena muta davanti al giudice per le indagini preliminari Donatella Aschero. Santo Gianesini, 45 anni, questa mattina, durante l’interrogatorio di convalida del suo arresto, ha infatti scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’uomo (assistito dall’avvocato Alfonso Ferrara), finito in manette per estorsione ai danni di una barista di Varazze, resta quindi in carcere.
La tentata estorsione non è l’unico reato commesso negli ultimi mesi dal quarantacinquenne: nel gennaio scorso era stato arrestato dai carabinieri per aver rubato i soldi delle elemosine del convento dei Padri Domenicani di Varazze, dove era stato ospitato (vitto, alloggio, servizio lavanderia gratis). In tre mesi aveva portato via ai frati diecimila euro, spesi in parte con una prostituta. Gianesini era stato poi condannato a quattro anni di reclusione, ma nel frattempo si era volatilizzato: tornato in libertà dopo il processo per direttissima con l’obbligo di firma dai carabinieri se ne era guardato bene dal rispettare la misura imposta dal giudice.
La latitanza di Gianesini, però, è durata poco più di un mese. L’altro pomeriggio, infatti, l’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Arenzano con l’accusa di tentata estorsione ai danni di una barista di Varazze alla quale per qualche tempo aveva fatto delle commissioni (come ad esempio pagare le bollette all’ufficio postale) in cambio di piccole mance, nell’ordine di 10, 20 euro. Giorni fa, però, l’uomo ha incominciato a minacciare l’esercente, chiamandola ripetutamente al telefono, mandandole sms, con i quali chiedeva più soldi, addirittura 800 euro.
I militari, avvisati dalla barista, hanno quindi teso una trappola all’uomo e quando Gianesini si è presentato da lei per prendere i soldi è stato arrestato.