Savona. Nonostante il freddo pungente, e inconsueto per metà marzo in Riviera, nonostante la pioggia leggera, ma insistente, nonostante il vento gelido e sferzante, sono stati comunque numerosi i pellegrini che stamane sono partiti alla volta del Santuario dando vita alla solenne processione che si ripete da secoli ogni 18 marzo.
Il vescovo Vittorio Lupi, assieme a tantissimi “temerari” fedeli, non ha voluto mancare all’appuntamento tradizionale con la Signora apparsa nel 1536 sulle rive del Letimbro e Patrona della città di Savona e della Diocesi. Il corteo si è cosi avviato regolarmente poco dopo le 7 dalla Cattedrale e si è allungato piano piano – con i molti fedeli aggregati a Villapiana o a Lavagnola si stimano circa duemila unità solo in processione – raggiungendo in preghiera il Santuario fra le curve della provinciale e le nove caratteristiche “cappellette”, tutte addobbate a festa. Ovviamente, a causa della pioggia e del vento, non è stato possibile aprire il corteo sacro con il tradizionale crocifisso, quest’anno appartenente alla Confraternita di san Sebastiano di Stella San Giovanni.
Fra i tanti pellegrini, tutti seminascosti da giacche a vento, sciarpe, berretti e soprattutto ombrelli, moltissimi i sacerdoti diocesani – lo scorso anno erano in numero ridotto poiché la festa cadeva di domenica con conseguenti impegni contemporanei nelle proprie parrocchie – i rappresentanti delle Confraternite e numerose anche autorità civili e militari: su tutti il sindaco Federico Berruti, mentre l’assessore Pietro Santi rappresentava, con fascia azzurra, il presidente della Provincia Vaccarezza. Tra gli altri si scorgeva anche il comandante dei Carabinieri Giovanni Garau. Altri ancora attendevano in Basilica, come la presidente delle Opere Sociali Donatella Ramello.
Ancor più dell’anno scorso e per comprensibili ragioni dovute al clima, la processione è stata velocissima: il corteo ha tenuto un ritmo molto sostenuto tanto da giungere a destinazione poco dopo le 9. All’arrivo la processione è stata accolta da centinaia di persone che già erano presenti al Santuario, raggiunto con bus o mezzi propri: così una folla stimabile in circa 4-5mila persone è andata a gremire la Basilica. Con la pioggia che non accennava a smettere era impensabile infatti celebrare il Pontificale in piazza come gli scorsi anni, così il Santuario si è riempito all’inverosimile, con numerose persone a occupare le navate laterali, le cappelle e perfino gli scaloni di accesso al presbiterio, gremito anch’esso.
Nel coro c’erano invece ovviamente i cantori: ad animare la celebrazione, per il quinto anno consecutivo, un grande gruppo corale composto per l’occasione da decine di cantori provenienti da diversi cori della diocesi e diretto da padre Piergiorgio Ladone, parroco di san Pietro in Savona e direttore dell’ufficio liturgico diocesano. La grande novità di quest’anno è stata l’aver proposto brani della celebre Messa “Concilio Vaticano II” scritta dal compianto maestro don Renzo Tassinari, compositore valleggino-vadese di musica sacra.
La Messa è iniziata alle 9.30, presieduta da monsignor Lupi e concelebrata dal Vicario generale della diocesi don Antonio Ferri e dal Rettore del Santuario don Domenico Venturetti, assieme ovviamente a un nutrito gruppo di sacerdoti e diaconi. Oltre alla significativa omelia del Vescovo (vedi sotto), intenso sono stati anche i momenti della preghiera dei fedeli con intenzioni rivolte al nuovo Papa Francesco, alla chiesa, alla diocesi, agli ammalati, alle famiglie, alle confraternite e alla città di Savona.
Al termine della Celebrazione solenne, conclusasi attorno alle 11, in piazza si è svolto l’ormai tradizionale lancio dei palloncini bianchi che hanno portato in cielo foglietti su cui erano scritte preghiere scritte dai numerosi bambini assieme a un gruppo di “nonni” ospiti delle rsa del Santuario. Negli stessi momenti sono giunti al Santuario, dopo un viaggio lungo e reso impervio dalla neve, i coniugi Marco e Maria Rosa Rapaccioli che lo scorso anno, intorno ai primi di aprile, avevano trovato nel proprio orto uno dei palloncini lanciati dai bimbi la scorsa festa patronale. La preghiera aveva volato da Savona fino a Bettola, paese sull’appennino piacentino, a oltre 100 chilometri di distanza. I coniugi emiliani, visibilmente commossi, sono stati accolti e salutati con affetto dal vescovo Lupi e da tanti altri fedeli.
L’afflusso dei pellegrini al Santuario proseguirà per tutto il pomeriggio favorito dallo squarcio di sereno aperto sulla vallata proprio al termine della Messa. Sempre lunga la coda per accedere alla cripta dell’Apparizione mariana, mentre numerosi sono i sacerdoti disponibili per le confessioni. Come detto dopo il tempo decisamente brutto che ha caratterizzato la mattinata, la pioggia è cessata, il vento si è placato e sulla valle sta tornando piano piano il sereno. Alcuni fedeli, alla luce dell’elezione di Papa Francesco e delle belle e decise parole del vescovo Lupi, lo hanno interpretato come un segnale, per la chiesa savonese e non solo.
Foto di Roberto Rossi.