
Savona. L’edizione 2013 della Milano-Sanremo non verrà solamente ricordata per la scelta di proporla alla domenica, quanto, soprattutto, per le vicissitudini che hanno dovuto affrontare corridori e organizzatori a causa del maltempo.
La corsa, partita regolarmente alle ore 10,10 dal tradizionale luogo dello start nel capoluogo lombardo, ha dovuto ben presto fare i conti con la pioggia, poi con la neve. Mentre il gruppo transitava da Casteggio, la giuria, presieduta per la prima volta da una donna, ha deciso di imporre lo stop, fissandolo ad Ovada.
I ciclisti sono stati fermati e sono stati fatti salire su alcuni pullman, evitando loro di affrontare salita e discesa del Turchino, dov’era in atto una tempesta di neve. In un primo tempo si pensava che la gara sarebbe stata fatta ripartire da Finale Ligure, poi, dato che le condizioni lungo la costa erano difficili ma non così tanto da impedire ai protagonisti di pedalare, si è optato per Cogoleto. Con una modifica al tracciato: niente salita delle Manie, per la discesa troppo pericolosa.
Tempi neutralizzati al km 117, ad Ovada, e ripartenza al km 160. I cronometristi hanno fotografato la situazione: sei uomini avevano 7’10” di vantaggio sul resto del gruppo. E così sono stati rimessi in carreggiata.
Alle ore 15, pertanto, tutti nuovamente in strada a Cogoleto. Pioggia, pochi gradi sopra lo zero. Gli appassionati della provincia savonese, quindi, da Varazze fino ad Andora, hanno visto i ciclisti transitare sulla via Aurelia. Con una situazione pressoché identica: sei uomini davanti, poi il plotone.
Gli attaccanti di giornata, gli italiani Matteo Montaguti (AG2r), Diego Rosa (Androni), Filippo Fortin (Bardiani-Csf), il russo Maxim Belkov (Katusha), il danese Lars Bak (Lotto) e lo spagnolo Pablo Lastras (Movistar), sono stati applauditi lungo le strade savonesi. Causa le condizioni meteo, lungo il tragitto la gente non era numerosissima, ma alla corsa, comunque, come da tradizione, hanno assistito in tanti. Alcuni per il semplice motivo di essersi trovati bloccati in auto, costretti ad attendere il passaggio degli atleti; altri perché volevano vivere in prima persona il passaggio dei protagonisti.
Per il sestetto di testa un distacco di 6’20” a Bergeggi, 5’30” a Noli, 5′ a Finale Ligure. A Pietra Ligure si è staccato Fortin; il margine è calato a 4’30” a Borghetto Santo Spirito, 4′ ad Albenga. Poi, come da copione, i fuggitivi sono stati ripresi.
La corsa, che in totale ha misurato 245 km, è giunta a Sanremo poco prima delle 18. All’arrivo, in uno sprint a sei, si è imposto il tedesco Gerald Ciolek della MTN-Qhubeka con il tempo di 5 ore 37’20”; secondo lo slovacco Peter Sagan, terzo lo svizzero Fabian Cancellara. Quarto Sylvain Chavanel, quinto Luca Paolini; a seguire Stannard, Phinney, Kristoff, Cavendish, Eisel.
Tanti i ritiri, prima e dopo lo stop, a causa di cadute e, soprattutto, malori causati dal freddo. Sul lungomare Italo Calvino sono arrivati solamente 135 dei 200 partenti. La “classicissima di primavera”, quest’anno, non ha tenuto fede al suo nome ed è stata accompagnata da un clima invernale; resterà indimenticabile per chi l’ha vissuta.