
Regione. Il presidente di Confservizi Cispel Liguria Enrico Sassi ha inviato oggi una lettera al presidente della Giunta regionale, all’assessore ai Trasporti della Regione Liguria e ai capigruppo del Consiglio regionale con la proposta di un modello di Agenzia regionale dei trasporti. L’associazione che raggruppa le aziende di servizio pubblico della regione rileva che sembra essere finalmente ripartito l’iter per la discussione e, si augura, per la definitiva approvazione in Consiglio regionale, della riforma della legge regionale n. 31 sul TPL, trasporto pubblico locale.
“Confservizi Cispel Liguria ha rappresentato in più occasioni, anche formali, tanto all’assessorato, quanto alle rappresentanze del Consiglio regionale, l’urgenza della revisione del sistema. Ritiene basilare una riaffermazione del principio di unitarietà e universalità del trasporto e che sia quindi da avversare qualsiasi ipotesi di disarticolazione delle reti. Questo principio, nella situazione ligure, può essere certamente perseguito e realizzato sia nell’ipotesi di un bacino unico, sia in quella dei tre bacini” si legge nella lettera.
“Ugualmente funzionale e utile appare la riproposizione di studi e approfondimenti, attraverso Filse, su costi standard, servizi minimi e servizi innovativi. Su questi temi, Confservizi Cispel Liguria riconferma piena disponibilità a ogni forma di collaborazione che possa essere considerata efficace in termini di rapidità, economicità e completezza del quadro esaminato. Non si è in condizioni, di prevedere i tempi di approvazione della legge e, tanto meno, quelli della sua reale ricaduta sul sistema del TPL ligure e sulle aziende. Si ha, invece, il quadro preciso, e il dovere di certificare le durissime difficoltà affrontate attualmente dalle gestioni aziendali, alcune delle quali, tra qualche mese, si troveranno nelle condizioni di dover mettere in discussione stipendi, cassa integrazione, ecc, a causa della cronica insufficienza di risorse, unita alla non chiara definizione della gestione dei contratti di servizio per ogni attuale bacino di traffico” si legge nella missiva.
“Per questo – scrive Confservizi Cispel – si ribadisce che non esiste nessun automatismo tra definizione degli ambiti territoriali ottimali (cioè numero dei bacini) e le dinamiche aziendali: la perimetrazione regionale dell’ambito è una scelta politica; i processi di aggregazione aziendale sono scelte industriali. Questo concetto, di facile comprensione, è da considerarsi valido comunque, ma risulta ancor più evidente in assenza di risorse che accompagnino eventuali processi aggregativi. Occorre assicurare le condizioni affinché le aziende di trasporto liguri del TPL, quale che sia lo scenario, possano essere poste in condizione di partecipare alle gare; ogni azienda, naturalmente, valuterà come regolarsi nei confronti del mercato/gara, avendo come naturali obiettivi minimi la compatibilità del conto economico, il mantenimento della quantità/qualità dei servizi erogati ai cittadini e il conseguente mantenimento dell’occupazione”.
“Quale ulteriore contributo alla discussione, Confservizi Cispel Liguria segnala come l’attuale sistema, per le forme e i ruoli con i quali coinvolge le Province e il Comune di Genova, non solo debba essere riformato con urgenza ai fini di una necessaria revisione funzionale, ma anche perché determina, per il mancato recupero dell’Iva sui contratti di servizio, una riduzione delle risorse da destinare al servizio di circa 11 milioni e mezzo di euro. Confservizi Cispel Liguria, convinta dell’importanza che questo tema venga affrontato con decisione e immediatezza nel Consiglio regionale, ha prodotto un’ipotesi che, rifacendosi a scelte già compiute in altre regioni (come: Lombardia ed Emilia Romagna), individua nel modello di Agenzia regionale per la mobilità una possibile soluzione al problema dell’Iva, e uno schema che, a costo zero, potrebbe essere compatibile e quindi favorevolmente valutabile per la riforma del sistema” conclude l’associazione.