
Valbormida. “Ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore all’ambiente Briano – spiega il consigliere Maurizio Torterolo – per comprendere se esistano ed, eventualmente, a che punto siano, i controlli nella nostra Regione per quanto riguarda il problema, serio, dei cinghiali ‘radiottivi’ trovati nella non lontana Valsesia. Ritengo importante che venga creato, anche nella nostra Regione, un sistema di controllo che consenta chi esercita la caccia ed a chi, come me, mangia la carne di cinghiale di stare tranquillo. In provincia di Savona ci sono molti cinghialisti che sono i primi che devono essere tutelati”.
La questione sorge da una scoperta effettuata casualmente in Valsesia in Provincia di Vercelli e più precisamente da un esame di routine dei tecnici del servizio veterinario regionale Piemontese. I campioni di carne di cinghiale, così come da prassi post abbattimento, erano stati prelevati per essere sottoposti a un’indagine sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce per lo più suini e cinghiali. Quindi, come riportato anche dal ministero della Salute, “gli stessi campioni sono stati sottoposti a un test di screening per la ricerca del radionuclide cesio 137, così come previsti da una raccomandazione della Commissione europea”.
Le conclusioni delle indagini di laboratorio hanno poi fornito dati a dir poco allarmanti, pare che in un numero ampio di campioni il livello di cesio 137 sia molto elevato arrivando a 5.621 Becquerel per Kg quando il livello di rischio è 600 Bq/Kg. Alla luce di ciò il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha convocato i carabinieri del Nas e del Noe, che invieranno nelle montagne vercellesi un laboratorio mobile della sezione inquinamento da sostanze radioattive. Non è chiara la fonte dell’inquinamento, si dovrà capire l’area interessata ma le ipotesi sono quelle del “fallout” dell’incidente del 1986 della centrale nucleare di Cernobyl o, di una discarica abusiva o di qualche fuga derivante da impianti italiani dismessi come quella di Trino Vercellese.
Conclude Torterolo: “Indagare le cause dell’inquinamento è fondamentale, il compito della nostra Regione dovrà essere di affiancamento rispetto alle indagini che vengono svolte dagli organi di competenza cercando di creare una rete di monitoraggi che lasci tranquilli cacciatori e cittadini”.