
Savona. Le associazioni delle categorie professionali della provincia di Savona sono invitate a far pervenire alla Camera di Commercio – entro il prossimo 30 aprile – una manifestazione di interesse a far parte della Consulta delle Professioni.
Come disposto dalla legge di riforma delle Camere di commercio e dall’articolo 17 dello statuto della Camera di Commercio di Savona, la consulta è infatti composta di diritto dai presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali che operano in provincia. La Consulta sarà chiamata ad esprimere pareri su richiesta degli organi istituzionali della Camera di Commercio, esercitando funzioni di tipo consultivo e formulando valutazioni orientate a promuovere una collaborazione più stretta ed efficace tra imprese e professionisti. Compito della Consulta sarà anche quello di favorire, attraverso un’attività di tipo consultivo, la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.
Il Consiglio camerale, con una delibera adottata nel novembre scorso, ha stabilito in cinque il numero massimo dei componenti della Consulta che andranno ad aggiungersi ai membri di diritto, includendo tra questi anche i rappresentanti degli Ordini privi di una struttura territoriale provinciale, ma che rivestono una particolare rilevanza nell’economia provinciale. Con la stessa delibera il Consiglio ha approvato il Regolamento di organizzazione e funzionamento della Consulta. Un rappresentante degli ordini professionali andrà a comporre il prossimo consiglio camerale, ossia dopo il 2015.
Da sottolineare che sulla Gazzetta Ufficiale n.22 del 26.1.2013 è stata pubblicata la legge n. 4/2013 che disciplina le cosiddette “professioni non organizzate”, sia per tutelare i consumatori sia per dare più trasparenza ai servizi professionali. La legge, entrata in vigore il 10 febbraio scorso, persegue la finalità di tutelare i consumatori, promuovere la conoscibilità e garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali e interessa propriamente tutte le professioni che non sono organizzate in ordini, collegi o albi, definite come attività “volte alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitabili prevalentemente mediante lavoro intellettuale”. Come esempio si possono citare i tributaristi, gli amministratori di condominio, ma anche pedagogisti, interpreti e altri, per una platea di professionisti interessati pari, in Italia, a circa 2 milioni di persone.
È anche previsto che un elenco delle associazioni professionali che dichiarano di possedere le caratteristiche previste dalla nuova legge sia pubblicato sul sito web del ministero dello Sviluppo Economico. Pur non avendo impatto diretto sulla Consulta delle Professioni, la legge sottolinea autorevolmente il rilievo da attribuire alle professioni “non ordinistiche”.