
Savona. Quattrocento partite. Segnate una ad una su un personalissimo quaderno, con risultato e formazioni. Tutte rigorosamente al seguito del Savona.
Claudio Ruffino, classe 1949, il 19 ottobre del 1995 ha seguito in qualità di medico sociale la sfida tra gli Allievi ragionali biancoblù e la Carlin’s Boys, finita con una sonante vittoria per 5-1 a favore degli “Striscioni”. Domenica 3 marzo 2013 ha brindato assieme agli Allievi nazionali, che battendo 3-1 la Juventus sono diventati capolista del torneo. In mezzo, altre 398 partite, per un totale di 400 presenze. Un bel record, niente da dire. E tante storie da raccontare.
“Ho iniziato a seguire il calcio quasi per scherzo – racconta -. Fu un amico, Paolo Persico, a farmi avvicinare all’Albenga. Ne è passato di tempo per me che, come amo dire, non sono del ’49, ma quasi del ’50, essendo nato a novembre. Il calcio, da allora, mi è rimasto nel cuore e, ovviamente, la parte indimenticabile è proprio quella col Savona”.
“Io mi segno tutto – continua -, annoto le partite a cui ho partecipato e le formazioni. L’ho fatto dal 1986 in poi. Alcuni mi dicono che sono matto, altri che sono maniaco, ma è un divertimento, un passatempo, un hobby, chiamatelo come volete. Sono arrivato nel Savona nel ’95, ci sono stato fino al ’98. Poi sono ritornato il 27 settembre del 2008, campionato Juniores nazionale contro la Novese ed eccomi qua a festeggiare le quattrocento presenze col Savona, un po’ stanco, certo, ma sicuramente molto soddisfatto”.
“Ho tantissimi bei ricordi – dice ancora -. Le partite contro le squadre estere, memorabili un paio contro lo Slavia Praga e contro il Monaco e poi le finali, indimenticabili. Prima con gli Juniores nazionali allenati dal grande Bobo Pilleddu: vincemmo la semifinale contro il Trapani e perdemmo poi la partita decisiva contro la Sangiovannese. E poi, in tempi recenti, la finale nazionale Giovanissimi ad Aprilia, beffati dal Milazzo dopo aver battuto la Tritium in semifinale. Ecco, è il mio destino: perdere le finali. Mi è capitato anche con il Savona di Iacolino, che perse la finale scudetto del Campionato Nazionale Dilettanti contro il Montichiari. Eppure avevamo battuto anche la corazzata Pisa in semifinale…”.
Ha curato tantissimi giocatori. Ne ricorda qualcuno in particolare? “Li ricordo quasi tutti, a dire il vero – afferma Ruffino -. Mi piace citare Luca Parodi, che passò al Genoa e poi al Monza, in Serie C. Un grande talento. In tempi più recenti, Fici, Chiaffitella e Gazzano, che oggi gioca nel Finale”.
Ruffino ha fatto il medico sociale anche nelle prima squadra, anche se la sua figura è rimasta da sempre legata al settore giovanile. “E’ vero. Il rapporto con i ragazzi delle prime squadre è molto più professionale ed è naturale che sia così. Ma con i giovani è diverso, sono spontanei, diretti, amano scherzare e ti fanno sentire parte di un gruppo. Ecco, questa è la cosa più bella: il contatto diretto con i giovani – conclude -. Aiuta anche a farti passare la stanchezza”.
Nella foto: Claudio Ruffino a sinistra, con i dirigenti degli Allievi nazionali Pino Ottonello (a centro) e Bruno Cantelli (a destra).